Si udivano sussurri di preghiere a Betlemme nella notte autunnale del 13 ottobre 1902. Un gruppo di pellegrini italiani, sacerdoti e laici, nell’oscurità, affollava la basilica della Natività, mentre i sacerdoti si preparavano per la Messa. Tra di essi don Guanella, che partecipava al pellegrinaggio dei cattolici italiani in Terra Santa, guidato dal cardinale Andrea Carlo Ferrari, arcivescovo di Milano. Nonostante l’ora proibitiva, don Guanella volle celebrare il sacrificio eucaristico proprio nel luogo dov’era nato Gesù.
La più grande tra le chiese sarde dedicate a san Giuseppe si trova a Sassari, seconda città dell’isola, ed è un’inaspettata sorpresa, quasi sospesa tra il centro storico medioevale e i nuovi quartieri umbertini nati a metà ottocento. La chiesa costituisce un simbolo non solo storico e architettonico, ma anche sociale e politico. “La chiesa dei presidenti”, viene infatti familiarmente chiamata dai sassaresi; dove per “presidenti” non si intendono quelli di una associazione o di un comitato, ma identificano la figura del “presidente” per eccellenza, ovvero quello della Repubblica italiana. Sì, perché questa parrocchia ha l’onore di essere stata quella della crescita, della formazione e della abituale frequentazione di due fedeli molto importanti: i capi di Stato Antonio Segni e Francesco Cossiga.
Page 7 of 81