Nel 1925 il vescovo di Lugano guidava i pellegrini a Roma. Cento anni dopo la sua voce ancora ci parla
di Riccardo Bernabei
Il venerabile Aurelio Bacciarini, vescovo di Lugano dal 1917 al 1935, aveva fatto dei pellegrinaggi uno strumento fondamentale della propria azione pastorale. L’anno giubilare del 1925 fu occasione per guidare 1.800 suoi diocesani a Roma, in due pellegrinaggi svoltisi fra settembre e novembre di quell’anno.
Si chiamava Giuseppe e per tutta la sua vita fu devoto del santo di cui portava il nome. Quando fu eletto Papa col nome pontificio di Pio X, volle approvare le Litanie di san Giuseppe, che sono entrate definitivamente nella tradizione orante del popolo cristiano.
La storia inizia in Germania, a Wupperthal dove vivono due ragazzi italiani, Carolina Vigilante e Giuseppe Gravina. Vengono entrambi da Gravina di Puglia e si trovano là per lavoro. Sono sposati da poco e hanno voglia di metter su famiglia. Dopo pochi mesi, Carolina è in dolce attesa, ma il bimbo muore prima del parto, lasciando i due giovani storditi dal dolore.
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