Lo confessano le Clarisse Cappuccine di Capriate, sfrattate varie volte e poi approdate in terra bergamasca. La loro è casa di pace, silenzio e preghiera
di don Francesco Marruncheddu
« È san Giuseppe che ci ha portate qua, dandoci questa casa e questo paese: ecco perché il nostro monastero non poteva che essere intitolato a lui». Ci troviamo a Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo, e a parlare è suor Maria Lucia, una delle otto sorelle Clarisse Cappuccine che vivono nel convento.
Una storia lunga 126 anni la loro, ma che in realtà comincia molto prima di quel 24 dicembre del 1900, quando le prime Cappuccine giunsero nella cosiddetta “isola bergamasca”. Provenivano da Venezia, dove la loro comunità era nata l’8 settembre 1668, con la fondazione, ad opera della venerabile madre Lucia Ferrari, del Monastero di Sant’Antonio al Castello, posto poi sotto la guida della venerabile madre Paola Maria Malatesta (1630-1709).
Parlare o tacere? Pio XII oltre la "leggenda nera"
di Mariafrancesca Oggiano
Il 27 ottobre 1943, quando non era ancora accertabile la situazione dei deportati nei campi di sterminio e quella che di lì a poco sarebbe stata la loro drammatica sorte, David Panzieri, vice-rabbino della comunità ebraica di Roma durante l’occupazione nazista, con una missiva accorata chiedeva a papa Pio XII di far arrivare ai sopravvissuti i necessari indumenti per affrontare i rigori dell’inverno. In quegli stessi giorni numerosi ebrei venivano catturati nel ghetto romano per essere condotti nelle camere a gas di Auschwitz, in Polonia. Insieme a loro, sacerdoti, religiosi e religiose in gran numero, anch’essi vittime dell’ideologia, e diverse altre categorie di “inferiori”.
Sette secoli fa una miracolosa effigie della Madonna giungeva sulle coste cosentine e trovava rifugio in una grotta. Leone XIV ha mandato il suo Legato alle feste centenarie della venuta di Maria
di don Gabriele Cantaluppi
È stato il cardinale Francesco Montenegro, in qualità di inviato di papa Leone XIV, a presiedere nello scorso ferragosto, presso il Santuario di Santa Maria della Grotta nel comune di Praia a Mare, le solenni celebrazioni del settimo centenario per l’arrivo della statua della “Tutta Santa Madre di Dio”. Egli per molti anni ha guidato l’arcidiocesi di Agrigento, a cui appartiene l’isola di Lampedusa, ed è stato una voce autorevole nel richiamare la dignità delle persone migranti. La sua parola si è fatta sentire anche sulla Costiera dei Cedri, dove si trova Praia a Mare e dove è presente una numerosa manodopera di migranti.
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