"La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile". Le parole pronunciate da Leone XIV all'Angelus del 1° marzo, il giorno successivo all'avvio dell'offensiva su Teheran, hanno offerto il punto di riferimento entro cui si è articolata la risposta ecclesiale internazionale. Il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, è tornato sulla crisi il 4 marzo denunciando i "doppi standard" nella comunità internazionale, dove alcune vittime civili rischiano di essere considerate semplici "danni collaterali". Nel giro di pochi giorni si è delineato un quadro di prese di posizione provenienti da episcopati, organismi ecclesiali e realtà cattoliche di diversi continenti, accomunate da un richiamo insistente alla responsabilità politica e alla priorità della diplomazia.
Si sta avvicinando la Festa di san Giuseppe, patrono della nostra Comunità parrocchiale e della Chiesa intera. Per noi, membri della Parrocchia di San Giuseppe al Trionfale, questa è l’occasione per sentirci “famiglia” di cristiani e manifestare a tutti la nostra gioia attraverso la testimonianza di preghiera e carità fraterna. Ciò che ci unisce è la devozione a san Giuseppe che, come ci ricordava papa Francesco nella lettera apostolica Patris corde, va amato sempre più e imitato nelle sue virtù e nel suo slancio.
La penitenza quaresimale non deve essere soltanto interna e individuale, ma deve acquistare dimensione esterna e sociale spiega la Sacrosanctum concilium, la costituzione del Concilio vaticano II dedicata alla liturgia.