di Rosanna Virgili
«Cari fratelli e sorelle! In un tempo per molti aspetti drammatico, nel quale le persone sono sottoposte a innumerevoli minacce alla loro stessa dignità, il 1700esimo anniversario del Primo Concilio di Nicea è un’occasione preziosa per chiederci chi è Gesù Cristo nella vita delle donne e degli uomini di oggi, chi è per ciascuno di noi […]. E se Dio non si è fatto uomo, come possono i mortali partecipare alla sua vita immortale? Questo era in gioco a Nicea ed è in gioco oggi: la fede nel Dio che, in Gesù Cristo, si è fatto come noi per renderci partecipi della natura divina». Con queste parole papa Leone celebrava nel sito archeologico dell’antica Nicea l’anniversario del Concilio, in cui vennero definite le dottrine relative a Gesù, Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo (İznik, 28 novembre 2025).
Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Oggi, quarta Domenica di Avvento, la Liturgia ci invita a meditare sulla figura di san Giuseppe. Ce lo presenta, in particolare, nel
momento in cui Dio gli rivela, in sogno, la sua missione (cfr. Mt 1, 18-24). Ci propone così una pagina molto bella della storia della salvezza, il cui protagonista è un uomo fragile e fallibile come noi, e al tempo stesso coraggioso e forte nella fede.
di don Bruno Capparoni, Direttore della Pia Unione
Nel secondo giorno dell’anno la Chiesa festeggia, con unica memoria, due santi molto antichi, e quindi poco noti, e li festeggia insieme perché furono grandi amici. Il primo di essi è san Basilio, vescovo di Cesarea in Cappadocia, e il secondo è san Gregorio di Nazianzo, anch’egli vescovo ma a Costantinopoli, ben presto obbligato alle dimissioni per le lotte religiose che divampavano nella capitale dell’Impero. La vita li condusse ciascuno per una strada diversa, eppure conservarono per tutta la vita un solido legame e, quando il 1 gennaio 379 Basilio morì, l’amico Gregorio scrisse un discorso per ricordarlo.