Non si può dimenticare quest’anno l’anniversario della morte di don Ezio Cova. Sono trascorsi venticinque anni da quel 23 luglio 2000, quando il Signore lo ha chiamato, ed è giusto che La Santa Crociata ne pubblichi un ricordo. Perché è stato, senza timore di smentita, il direttore della Pia Unione del Transito di san Giuseppe che vi ha dedicato maggior impiego di energie e ha ottenuto maggiore messe di risultati.
Si chiamava Giuseppe e per tutta la sua vita fu devoto del santo di cui portava il nome. Quando fu eletto Papa col nome pontificio di Pio X, volle approvare le Litanie di san Giuseppe, che sono entrate definitivamente nella tradizione orante del popolo cristiano.
«Una mattina stavo scavando il letame da una fossa per portarlo nei campi. Arrivò una guardia con un cane e domandò al prigioniero che riceveva il letame e lo buttava fuori perché ne caricasse così poco, e senza dargli il tempo di rispondere cominciò a bastonarlo e ad aizzargli contro il cane, che lo morse ripetutamente. Ma l’altro se ne stava calmo, senza lasciarsi sfuggire un lamento. In tedesco disse anzi di essere un sacerdote, il che fece andare in bestia l’aguzzino, che lo colpì ancor più duramente.