Ad Adidome i Guanelliani, che si occupano dei minori disabili, in estate si dedicano anche ai ragazzi della zona nello spirito di don Guanella. Con un aiuto anche dalla Pia Unione di Roma
di padre Mark Ekpo Iyaji
È stato san Luigi Guanella che ci ha insegnato, con le parole e soprattutto con l'esempio, che «non ci si può fermare finché ci sono poveri da soccorrere». Questo insegnamento vale ancora oggi per noi Guanelliani ad Adidome, in Ghana, dove basterebbe che ci occupassimo della “Good Samaritan Home” e dei minori disabili che vi accogliamo.
Ma Adidome è una cittadina piena di bambini, molti dei quali vivono situazioni di disagio a causa delle difficoltà delle loro famiglie. Per questo, ogni estate, organizziamo un Centro estivo per i bambini e i ragazzi della nostra città. Il successo ottenuto dai Centri estivi degli anni scorsi ha fatto una buona "pubblicità", e quest'anno le richieste di venire con noi sono state molte.
Quest'anno il Centro ha iniziato le attività il 3 agosto e le ha concluse il 29. Siamo riusciti ad accogliere 187 ragazzi (98 ragazze e 89 ragazzi): un numero che è al limite delle nostre possibilità. Li abbiamo divisi in quattro squadre, usando i nomi dei nostri Santi guanelliani. Quindi vi era la prima squadra “Aurelio Bacciarini”, e la seguente “bea-
ta Chiara Bosatta”; veniva poi quella dedicata a “fratel Giovanni Vaccari” e infine quelli di “san Luigi Guanella”.
I bambini venivano al mattino, dalle 7 alle 13, poi tornavano tutti a casa, perché non avevamo la possibilità di offrire loro anche il pranzo (sarebbe stato bello poterlo fare). Per un numero così grande di partecipanti, abbiamo avuto bisogno dell'aiuto di nove educatori, perché nella comunità guanelliana siamo soltanto in tre. Nonostante queste difficoltà, abbiamo cercato di offrire ai bambini e ai ragazzi le migliori opportunità possibili, con l'aiuto e la disponibilità di tutti gli educatori coinvolti.
Le attività e i programmi del Centro estivo erano pensati per sviluppare la creatività, la curiosità e la capacità di risolvere i problemi, ma soprattutto per far crescere la fiducia in sé stessi. Non guardavamo solo ai risultati scolastici di questi giovani: cercavamo anche di stimolare il senso di responsabilità, un po' di autodisciplina, la capacità di lavorare in gruppo e, non ultimo, lo spirito di servizio verso gli altri, valori che per noi Guanelliani restano al centro di ogni proposta educativa.
Il primo obiettivo del Centro estivo era rafforzare le competenze scolastiche dei nostri ragazzi, che spesso hanno bisogno di un supporto didattico in più per consolidare quanto imparato durante l'anno scolastico. Per questo l'aspetto didattico era particolarmente importante. Nel nostro Centro si poteva fare domande, partecipare attivamente alle attività in classe e interagire direttamente con gli insegnanti. Il nostro approccio educativo, secondo il Progetto Educativo Guanelliano, si fonda sulla "via del cuore" e sulla convinzione che ogni bambino sia in grado di apprendere, nel rispetto dei propri ritmi e del proprio punto di partenza.
Abbiamo anche capito che, oltre alle lezioni scolastiche tradizionali, era utile stimolare il dialogo tra i bambini, per sviluppare le loro capacità di espressione. Tutte le attività erano pensate per incoraggiare i partecipanti a organizzare i propri pensieri, a esprimere le proprie opinioni con rispetto e a confrontarsi con punti di vista diversi.
Molto seguite sono state le gare a quiz, che completavano l'apprendimento fatto in aula: un modo per mettere alla prova le conoscenze dei ragazzi in maniera competitiva, ma anche formativa. Queste attività aiutano i ragazzi ad acquisire più sicurezza in sé stessi e a scoprire interessi.
Naturalmente, nel nostro Centro estivo non c'era spazio solo per la scuola e lo studio. Le attività di danza e quelle teatrali hanno permesso ai ragazzi di esprimersi in modo creativo e di apprezzare il patrimonio culturale del nostro Pae-
se. Grazie a queste attività, sono emersi anche talenti che difficilmente si sarebbero notati con le sole attività scolastiche tradizionali: alcuni ragazzi, timidi in classe, si sono rivelati bravissimi ballerini o narratori. Le attività culturali, inoltre, rafforzano il senso di identità e di appartenenza dei ragazzi. Offrendo loro un palcoscenico su cui esibirsi, il Centro ha favorito lo sviluppo della fiducia in sé stessi, della creatività, della disciplina e dell'apprezzamento per le tradizioni della propria comunità. Vedere i più piccoli esibirsi davanti a genitori ed educatori è stato uno dei momenti più belli dell'estate.
Le attività hanno favorito anche l'interazione sociale: i ragazzi hanno potuto osservarsi, sostenersi e imparare gli uni dagli altri, superando spesso le differenze di età e di provenienza. Queste esperienze vorrebbero contribuire a creare relazioni positive e un vero senso di comunità all'interno del Centro, che poi deve proseguire anche fuori dalle nostre mura, nei quartieri e nelle famiglie da cui i ragazzi provenivano.
La festa di chiusura si è svolta sabato 29 agosto 2026 e l’'evento ha rappresentato un degno epilogo del nostro programma e un'occasione per celebrare la partecipazione e i risultati raggiunti dagli alunni. Ci sono state anche le premiazioni finali, con l’assegnamento del titolo di Miss Summer Camp e di Mister Summer Camp, assegnati rispettivamente a una ragazza della squadra “beata Chiara Bosatta” e a un ragazzo della squadra “fratel Giovanni Vaccari”. Al termine di quel giorno abbiamo finalmente potuto offrire a tutti i partecipanti un buon pranzo, molto apprezzato, come pure regalini per tutti.
Anche quest'anno, insomma, il Centro estivo si è confermato non solo un aiuto concreto alle famiglie, ma un vero luogo di crescita, di incontro e di speranza per i bambini e i ragazzi di Adidome: un piccolo segno, tra i tanti, di quella carità operosa che san Luigi Guanella ci ha insegnato a vivere ogni giorno, senza mai fermarsi finché c'è qualcuno da soccorrere.