Iași, la seconda città della Romania, è adagiata su una zona collinosa che comprende addirittura “sette colli”. Verso uno di questi, chiamato Bucium-Păun, ci avviamo per visitare le nostre opere. La zona circostante è amena, ricca di verde e ancora dedita alla tradizionale coltivazione della vite.
Lo scorso 21 agosto un volo della WizzAir in due ore mi porta da Roma direttamente a Iași, nella Romania nord-orientale, a 400 km da Bucarest. Accompagno don Umberto Brugnoni, superiore generale dei Guanelliani, per l’inaugurazione della Casa Sfântul Alois Guanella, quella di più recente apertura fra tutte le opere guanelliane per i disabili. All’aeroporto ci accoglie padre Alphonse Bakthiswalagan, direttore della Casa e ben noto ai lettori de La Santa Crociata per gli articoli e le interviste dove ha illustrato inizi e sviluppo dell’opera di Iași.
Le ragazze erano in attesa della lezione di catechismo e speravano di essere assegnate alla classe di suor Chiara. Lo desideravano perché il suo spirito buono sapeva attrarre; era accogliente e serena nel comprendere i loro problemi e quando la vedevano le correvano festosamente incontro. Preghiere, canti, momenti di gioco o la preparazione delle rappresentazioni teatrali animavano le giornate in sua compagnia.