Papa Leone XIV, nella sua prima uscita dal Vaticano, si è recato a pregare nel santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano. Confermando il legame personale e storico con Maria, invocata come buona Consigliera
di don Gabriele Cantaluppi
L’immagine della Madre del Buon Consiglio di Genazzano è un affresco del quindicesimo secolo, con i tratti delle bizantine Madonne della tenerezza. Maria vi è raffigurata mentre, con gesto affettuoso, reclina il capo verso il Figlio, che l’abbraccia amorosamente recingendole il collo con la mano destra e afferrandosi alla scollatura del suo vestito con l’altra.
I loro volti si sfiorano e rivelano infinita dolcezza, mentre Gesù, che il profeta Isaia chiama “consigliere mirabile”, rivestito di una veste rossa, sembra suggerire un consiglio silenzioso alla Vergine Madre.
Ma il titolo «Madre del Buon Consiglio», con cui si onora la Madre di Gesù, fa riferimento al fatto che anche lei è portatrice di un consiglio di salvezza, espresso nelle parole rivolte ai servi alle nozze di Cana: «Fate quello che Gesù vi dirà» (Gv 2, 5). Queste sue parole contengono il vero “buon consiglio” e Maria le rivolge continuamente a quanti desiderano averla come consigliera e guida nella vita.
Una tradizione popolare, molto nota, assicura che il 25 aprile 1467, all’ora del vespro, quell’immagine della Madonna sia apparsa a Genazzano, ridente paese a una cinquantina di chilometri da Roma in direzione sud-est, e che si sia posata su un muro della chiesa dei padri Agostiniani. Due pellegrini albanesi riconobbero successivamente nell’immagine i tratti di quella venerata nella chiesa della Santa Annunziata (Kisha mbas kalase) a Scutari in Albania; in modo miracoloso si sarebbe strappata dal luogo originario, che in breve sarebbe caduto in mano ai Turchi Ottomani rischiando la profanazione. Per questo ancora oggi una profonda devozione anima i numerosi pellegrinaggi albanesi a Genazzano e i fedeli ripetono l’incessante preghiera: «Torna, torna, o Madre pia, torna presto in Albania», specialmente il 25 aprile, giorno in cui ancora oggi si celebra la festa della “Venuta”.
Sul luogo dove sorge l’attuale basilica esisteva, fin dall’XI secolo, una chiesetta, affidata ai frati Agostiniani, presenti in un piccolo convento fuori le mura del borgo. Nella seconda metà del XV secolo, una vedova di nome Petruccia, terziaria agostiniana, mise a disposizione tutti i suoi beni per ricostruire la vecchia chiesa, ormai fatiscente.
Del primitivo edificio rimane solo qualche frammento incorporato nelle strutture successive. L’antica chiesa fu ampliata e decorata durante il pontificato di Martino V Colonna, originario di Genazzano, il cui pontificato si protrasse dal 1417 al 1431. Quanto restava della chiesa medievale, del convento e dell’edificio sacro del Quattrocento, fu poi inglobato in un nuovo grande edificio sacro a tre navate, edificato quasi dalle fondamenta tra il 1621 e il 1629, e vi fu innalzato anche uno svettante campanile. L’unico elemento che non subì mai alcuna modifica è il muro sul quale si trova la santa immagine della Madonna, e la proposta, più volte avanzata, di collocarla sull’altare maggiore della chiesa fu sempre scartata, ritenendo che l’effigie dovesse restare nel luogo che lei stessa si era scelto. Solo un’edicola marmorea, che ancora oggi si può ammirare, le fu messa a protezione.
La comunità di padri Agostiniani ha sempre animato l’attività del santuario, trasmettendo la spiritualità di sant’Agostino, curando la liturgia, la predicazione al popolo e le pratiche di preghiera offerte ai pellegrini. Non stupisce allora che, nel pomeriggio del 10 maggio scorso, appena due giorni dopo la sua elezione, inaspettatamente papa Leone XIV si sia presentato in visita al santuario, per affidare il suo ministero e la Chiesa intera alla Madre del Buon Consiglio. Come egli stesso aveva già ricordato dopo essere apparso per la prima volta alla Loggia delle benedizioni in Piazza San Pietro, egli appartiene all’Ordine agostiniano.
Nella sua prima omelia ai cardinali aveva motivato la scelta del nome Leone innanzitutto richiamandosi alla figura di Leone XIII, autore dell’enciclica Rerum Novarum, nella quale questi aveva offerto alla Chiesa il primo documento solenne sulla Questione sociale. Ma in una conversazione privata con il cardinale Ladislav Német ha fatto riferimento anche ai legami di Leone XIII con gli Agostiniani, perché più volte nel corso del suo lungo pontificato egli aveva risollevato l'Ordine dalle crisi causate dalle ingerenze indebite del potere politico. Il confessore de Leone XIII, l’agostiniano Guglielmo Pifferi, aveva inoltre consigliato il Papa di inserire nelle Litanie Lauretane l’invocazione Mater boni consilii, cosa che era avvenuta nel 1903, poco tempo prima della morte del pontefice. Inoltre sempre Leone XIII aveva canonizzato, nell’anno giubilare 1900, la santa agostiniana forse più conosciuta, santa Rita da Cascia.
Il Papa ha ricordato anche la sua precedente visita, fatta al santuario della Madre del Buon Consiglio dopo la sua elezione a Priore generale dell’Ordine nel 2001, come pure di essere stato nel 1999 Priore provinciale della Provincia Agostiniana “Madre del Buon Consiglio” di Chicago. Infine il 25 aprile 2024 aveva celebrato la santa Messa nel santuario la Messa in occasione della festa della “Venuta” e nella sua omelia aveva esortato i fedeli a ispirarsi a Maria per diffondere la pace e la riconciliazione nel mondo.