Parlare o tacere? Pio XII oltre la "leggenda nera"
di Mariafrancesca Oggiano
Il 27 ottobre 1943, quando non era ancora accertabile la situazione dei deportati nei campi di sterminio e quella che di lì a poco sarebbe stata la loro drammatica sorte, David Panzieri, vice-rabbino della comunità ebraica di Roma durante l’occupazione nazista, con una missiva accorata chiedeva a papa Pio XII di far arrivare ai sopravvissuti i necessari indumenti per affrontare i rigori dell’inverno. In quegli stessi giorni numerosi ebrei venivano catturati nel ghetto romano per essere condotti nelle camere a gas di Auschwitz, in Polonia. Insieme a loro, sacerdoti, religiosi e religiose in gran numero, anch’essi vittime dell’ideologia, e diverse altre categorie di “inferiori”.
Leone XIV ha visitato il Santuario di Nostra Signora d’Africa, dove senza distinzioni si accorre a pregare la Madonna.
È faro di fede cristiana in un paese a maggioranza musulmana
di don Gabriele Cantaluppi
Potrebbe sembrare strano che un Paese come l’Algeria, in cui le leggi regolano severamente il culto non musulmano e vietano ogni proselitismo, abbia accolto volentieri la visita del Papa durante il suo viaggio apostolico in Africa (oltre all’Algeria, Leone XIV ha visitato Camerun, Angola e Guinea Equatoriale dal 13 al 23 aprile 2026). Ma non possiamo dimenticare che il Nordafrica è una terra di antichissima evangelizzazione e che quella che oggi è l’Algeria ha dato i natali a figure di primissimo piano nella storia del cristianesimo, come Tertulliano, Cipriano, oltre che Agostino. Questa fioritura feconda di presenza cristiana terminò nel 1152, quando gli Almohadi completarono la penetrazione musulmana, iniziata cinque secoli prima.
L’immagine della Madre del Buon Consiglio di Genazzano è un affresco del quindicesimo secolo, con i tratti delle bizantine Madonne della tenerezza. Maria vi è raffigurata mentre, con gesto affettuoso, reclina il capo verso il Figlio, che l’abbraccia amorosamente recingendole il collo con la mano destra e afferrandosi alla scollatura del suo vestito con l’altra.