Antica preghiera mariana, praticata da santa Caterina di Bologna e poi diffusa in Armenia dal monaco Mechitar di Sebaste.
Un’invocazione a Maria che nasce da un cuore semplice
di don Gabriele Cantaluppi
Il 9 marzo 1463 a Bologna, nel monastero del Corpus Domini da lei fondato, moriva quasi cinquantenne Caterina de’ Vigri, di nobile famiglia ferrarese, nota come santa Caterina di Bologna. Ella era solita trascorrere la notte di Natale nella contemplazione del mistero della nascita di Gesù, recitando mille volte l’Ave Maria. Nella notte del 25 dicembre 1445 le apparve la Madonna, che depose fra le sue braccia il bambino Gesù durante «la quinta parte di un’ora», come racconta lei stessa. A ricordo del prodigio, in quel monastero per un certo periodo di tempo si continuò a Natale la devozione di recitare mille Ave Maria, e questo ben presto divenne abituale anche fra i fedeli. Nel 2023 il monastero, a motivo della mancanza di vocazioni, ha cessato e le ultime monache clarisse sono state trasferite altrove.
Mille Ave Maria equivalgono a venti rosari. C’è chi li recita interamente, ma si rende più facile questa pratica recitando le mille Ave Maria – quaranta ogni giorno – nei venticinque giorni che precedono il Natale, dal 29 novembre al 23 dicembre. La ripetizione del Saluto angelico, con la meditazione del mistero, diventa una preparazione efficace, in compagnia di Maria, alla festa della nascita del Salvatore.
Oggi, tale devozione mariana è praticata ancora dai padri Mechitaristi, in alcuni villaggi cattolici in Georgia. È stato Mechitar di Sebaste (1676-1749), monaco armeno cattolico vissuto nel diciottesimo secolo, a portare in Oriente la devozione al santo Rosario, pubblicando il Tetrak Rosari, cioè il Quaderno del santo Rosario, diffondendolo attraverso l’Ordine da lui fondato e dedicato esplicitamente alla Madonna.
Da giovane diacono aveva avuto la visione della Madonna che gli aveva chiesto: «Cosa vuoi, Mechitar?». «Quello che vuoi tu», fu la risposta del monaco. Al che la Madonna concluse: «Così sia!». Da allora non fu mai cancellata dalla mente di Mechitar quella dolce visione; l’aveva sempre davanti agli occhi della sua mente durante le sue preghiere e fu per lui consolazione in tutte le sofferenze e tribolazioni che patì durante la vita. Aveva sempre e ovunque presente la Vergine Maria e insegnava ai suoi seguaci la preghiera dell’Ave Maria, che da bambino aveva imparato da due monaci dell’eremo di Lim (un’isola nel lago di Van, oggi in Turchia).
Anche se la pratica specifica delle mille Ave Maria non ha avuto alcun riconoscimento ufficiale, si inserisce nella tradizione mariana del Rosario, che i pontefici hanno sempre sostenuto e promosso, incoraggiando la devozione alla Madonna come modello di fede, intercessione e guida verso Cristo.
Si tratta di un Rosario meditativo-affettivo, che pone in risalto quattro caratteristiche di Maria: essere la madre, essere colei che partorisce, colei che allatta, colei che bacia il Figlio («madre, partoriente, allattante e baciante»). Gesù resta avvolto nella totalità dell’amore materno di Maria, nel suo abbraccio, nutrito con il latte puro e infine vezzeggiato con un bacio santo. Nella tradizione armena questa devozione viene chiamata anche “Rosario d’oro”, che i fedeli continuano a recitare nelle feste mariane.
Per ciascuna delle quattro decine si inserisce all’inizio di ogni Ave Maria una differente giaculatoria, nell’ordine come segue: Prima decina: Sia benedetta l’ora, o Vergine Maria, quando sei divenuta Madre di Dio. Seconda decina: Sia benedetta l’ora, o Vergine Maria, quando hai dato alla luce il Figlio di Dio. Terza decina: Sia benedetta la prima goccia di latte, o Vergine Maria, di cui il Figlio di Dio si è nutrito dal tuo seno. Quarta decina: Sia benedetto quel primo bacio, o Vergine Maria, che hai dato alle divine labbra del Figlio. E il giorno della vigilia di Natale, si conclude il “Rosario d’oro” della pia tradizione con una preghiera di dedicazione alla beata Vergine Maria.
Il Rosario delle mille Ave Maria
(Si inizia il 29 novembre fino al 23 dicembre)
Nel nome del Padre e del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen.
A imitazione di santa Caterina di Bologna loderemo la gran Madre di Dio per il suo sacro parto con queste quaranta Salutazioni angeliche, per ottenere da lei protezione in vita e assistenza nella morte, affinché da questa terra di pellegrinaggio possiamo giungere alla patria eterna del Paradiso.
Prima decina
In primo luogo, recitando dieci Ave Maria e altrettante benedizioni, considereremo l'ineffabile mistero della Incarnazione del Verbo e la gran dignità della Vergine nell'essere stata eletta Madre dell'Altissimo.
Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale fosti scelta come Madre di Dio. Ave Maria... (10 volte)
Seconda decina
In secondo luogo, recitando dieci Ave Maria e altrettante benedizioni, mediteremo l'umiltà del Re del cielo, che elesse una vile abitazione per il suo Natale, e la gioia che ebbe Maria nel vedere l'Unigenito del Padre da lei nato nel presepio.
Sia benedetta, o Maria, l'ora nella quale divenisti Madre del Figlio di Dio. Ave Maria... (10 volte)
Terza decina
In terzo luogo, recitando dieci Ave Maria e altrettante benedizioni, ci ricorderemo della perfetta diligenza di Maria Vergine, quando adempì gli uffici di Marta e di Maddalena nel contemplare il suo Figlio Redentore e assisterlo ancora tenero bambino.
Sia benedetto, o Maria, il primo palpito materno che provasti per il Figlio di Dio. Ave Maria... (10 volte)
Quarta decina
In quarto luogo, recitando dieci Ave Maria e altrettante benedizioni, considereremo la grande riverenza, con la quale Maria, più con il cuore che al suo seno, abbracciava, stringeva, baciava e adorava il suo e nostro Dio, fatto uomo per nostro amore.
Sia benedetto, o Maria, il primo bacio che desti al Figlio tuo e Figlio di Dio. Ave Maria... (10 volte)
L’ultima sera (24 dicembre):
Si recita il Rosario meditando i Misteri Gaudiosi. Poi si aggiunge:
Sia lode per sempre a Dio, poiché a imitazione di santa Caterina di Bologna, abbiamo compiuto questo devoto esercizio; preghiamo la Regina degli Angeli che, come frutto particolare, si degni, quale Madre di Gesù e Madre nostra, di ottenerci, in vita, un vero pentimento dei nostri peccati, e la eterna salvezza dell'anima alla nostra morte.
Preghiamo.
O Dio, concedi a noi tuoi fedeli di essere sostenuti dall'intercessione di santa Caterina, dalle cui virtù noi siamo attratti lieti verso i tuoi misteri. Per Cristo nostro Signore. Amen