L’Europa è profondamente scossa dalla guerra tra Russia e Ucraina, che ha riportato di fronte a noi immagini atroci di torture, stupri, brutali omicidi ed esecuzioni di massa. Del resto, e sarebbe ipocrita negarlo, nonostante che nel continente europeo negli ultimi settant’anni si sia goduto di un periodo di prosperità e pace come mai era accaduto nella storia precedente, la guerra e la brutalità dell’uomo contro l’uomo non sono mai venute meno: erano più marginali, lontane da noi, e questo era sufficiente ad acquietare le nostre coscienze.
«Buono e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore […]. Non ci tratta secondo i nostri peccati, non ci ripaga secondo le nostre colpe. Come il cielo è alto sulla terra, così è grande la sua misericordia su quanti lo temono» (Sal 103, 8. 10-11). Gesù è l’immagine del Padre, l’impronta della sua sostanza: «Dio nessuno l’ha mai visto; proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, Lui lo ha rivelato» (Gv 1, 18).
«Esultino nel loro re i figli di Sion» (Sal 149, 2): così la Chiesa, nuova Sion, esorta i suoi figli ad esultare in Gesù, vero re di gloria. Il re, infatti, secondo la concezione biblica, così diversa da quella occidentale, non è uno che sta “sopra” per dominare, ma uno che è posto “sotto” il popolo, per prendersene carico, sollevarlo e guidarlo: solo in questo senso Dio lo pone “sopra”, sulle sue spalle, come il pastore fa con la pecorella. È per questo che l’espressione “re” equivale al nome di “pastore”, e così i termini “buon pastore” e “buon re” sono equivalenti. è re perché regge, cioè sostiene, ed è pastore perché guida: potete pensare a quante volte troviamo nella Scrittura che Egli sostiene nella prova, guida il suo gregge e raduna i dispersi, risana le pecore ferite e ha cura di quelle forti, e non finirete mai.
Pregando con questa espressione, entriamo noi stessi nell’immenso coro del creato, degli angeli e dei santi, che nell’Apocalisse lodano l’Agnello immolato: «A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza nei secoli dei secoli» (Ap 5, 13b). Ci portiamo ai piedi della croce, che è lo sgabello dei piedi del Signore, e, a nome di tutti, proclamiamo, insieme ai serafini e ai cherubini: «Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti. Tutta la terra è piena della tua gloria» (Is 6, 3b).