Trent’anni fa moriva Mariele Ventre, maestra dello Zecchino d’oro. La sua vita, tra arte e testimonianza, diventa un modello per l’educazione integrale dei bambini

di don Francesco Marruncheddu

In Italia era la maestra dei bambini dello Zecchino d’Oro e del Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna. Ma Mariele Ventre era molto di più di un volto noto nelle case dei telespettatori. Una musicista, certo, e una educatrice, ma prima di tutto una vera credente e una vera maestra di vita cristiana. Il 16 dicembre del 1995, esattamente trenta anni fa, prematuramente concludeva la sua esistenza terrena, nell’incredulità e nel dolore della gente che la conosceva e l’amava.

Nata a Bologna il 16 luglio 1939 in una bella famiglia di origini lucane, Maria Rachele (questo il suo vero nome) cresce con il grande dono della fede, vissuto nella parrocchia di sant’Antonio, officiata dai frati Minori, appena fuori Porta Santo Stefano. Ancora giovane, con in tasca il diploma di maestra, intraprende gli studi musicali nei conservatori di Bologna e Milano, divenendo ben presto una buona pianista. Non tralascia mai la Messa quotidiana e l’attività aggregativa e caritativa nella “Gioventù Antoniana” della sua parrocchia, dove era nato l’Antoniano, Opera alla quale avrebbe dedicato la vita.

È proprio all’Antoniano, infatti, che nel 1961 arriva lo Zecchino d’Oro, portato
dall’indimenticabile Cino Tortorella, Ma-
go Zurlì, che gli aveva dato vita a Milano due anni prima, nel 1959, nel contesto del Salone del bambino. Nel 1961 la rassegna si trasferisce a Bologna, all’Antoniano, dove i frati Minori mettono a disposizione il loro cinema-teatro. Qui lo Zecchino troverà la sua casa definitiva e una sua identità, non solo canora, ma quella più vera, legata alle opere caritative promesse dai Francescani.

L’allora direttore, padre Berardo Rossi, chiede dunque a Mariele di occuparsi “provvisoriamente” dei bimbi dello Zecchino di quell’anno, insegnando loro le canzoni. Mariele, gentilmente, accetta, e sempre “provvisoriamente” dà la sua disponibilità per lo Zecchino dell’anno seguente e per l’altro ancora… scoprendo poi nell’insegnamento della musica ai bambini la sua vera ragione di vita, alla quale dedicarsi senza risparmio, per sempre. E trasformandola in una missione.

Così, nel 1963, con appena otto bambini fonda, il Piccolo Coro dell’Antoniano, che negli anni crescerà in numero e bravura, diventando una formazione corale sempre più nota e apprezzata. Man mano che lo Zecchino cresce e si afferma, anche il Piccolo Coro diventa famoso e richiesto non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

Nel 1966 Mariele compie quella che possiamo definire la “scelta definitiva”, la risposta a una “vocazione” che sentiva nascere e crescere in cuore, in modo sempre più forte. A determinare questa scelta sarà il discorso di Paolo VI, che il 22 marzo di quell’anno riceve in udienza il Piccolo Coro con tutto lo staff dell’Antoniano nel Palazzo Apostolico Vaticano. Un discorso alto e profondo, dove papa Montini loda l’attività dei bimbi del Coro e dello Zecchino: «Continuate così, certi di compiere una cosa bella e meritoria davanti agli uomini e davanti a Dio, perché ogni sforzo educativo rivolto all’infanzia, anche nel delicato importante settore del divertimento, è degno di consolazione e di stima, ed è fonte di consolazione terrena e di premio eterno».

Mariele intende la sua “scuola” del Coro come un luogo dove non solo i bambini imparano a cantare, ma anche e soprattutto a crescere umanamente e spiri-
tualmente, illuminati da valori cristiani e francescani. Oltre alla televisione, alle trasmissioni, alle incisioni e ai concerti, per il Piccolo Coro non mancano mai i pellegrinaggi, i momenti di preghiera, le opere di solidarietà a favore degli ammalati, degli anziani, dei poveri. Così spesso i bimbi cantano al Policlinico Sant’Orsola, al Malpighi, per altri bambini meno fortunati. Mariele promuove, attraverso lo Zecchino d’Oro, il “Fiore della Solidarietà” (ancora oggi portato avanti all’Antoniano con “Operazione pane” a favore delle mense francescane di tutta Italia) con opere concrete in ogni parte del mondo, dal Bangladesh alla Bolivia, dal Rwanda alla ex Jugoslavia. Ma al centro della giornata della “maestrina”, oltre alle lezioni e alle prove con il Piccolo Coro, rimangono la Messa quotidiana nel santuario di sant’Antonio, l’ascolto di persone bisognose, tanta vita ecclesiale e tante piccole devozioni.

La parabola vitale di Mariele sarà, però, breve. Scompare infatti prematuramente, all’indomani del 38°Zecchino, a soli 56 anni, minata da un male incurabile. Una malattia vissuta con coraggio e dignità, ma soprattutto con affidamento totale alla volontà di Dio. In seguito alla prematura scomparsa della sua fondatrice, dal 1995 il coro prende il suo nome, divenendo Piccolo Coro "Mariele Ventre" dell'Antoniano, attualmente diretto da Margherita Gamberini.

Il Piccolo Coro, ora composto da cinquanta bambini tra i quattro e i dodici anni, è ambasciatore dell'Unicef ed è inserito dall'Unesco tra i patrimoni dell'umanità per una cultura di pace. Nella sua ormai lunga storia, il Piccolo Coro ha incontrato i più grandi nomi della musica classica e leggera, da Pavarotti a Bocelli, da Vecchioni a Irene Grandi. Ma indimenticabili restano gli incontri con Paolo VI, Giovanni Pao-
lo II e Francesco nel 2015, quando il Piccolo Coro animò il Sinodo straordinario dei Vescovi sulla Famiglia. Recente anche l’inedita, collaborazione con il cardinale Lorenzo Baldisseri, già segretario del Sinodo dei Vescovi, che ha accompagnato il Piccolo Coro nell’esecuzione live di “Se per miracolo”, dolcissimo pezzo con musica di Chopin e parole di Berardo Rossi, e la nuova versione de “Il Cantico di Frate Sole”, lanciata da Assisi lo scorso 4 ottobre nell’ambito de “Il Cortile di Francesco”.