In un mondo povero di speranza, l’azione politica, sostenuta da adeguata formazione e coerenza etica, può generare fiducia, specialmente tra i giovani e i poveri
di Ezio Aceti
Il mondo sta soffrendo e l’ansia e la paura aumentano sempre più. Le cause sono molteplici, ma la ragione fondamentale è la cattiva politica. Constatiamo che la crisi mondiale che stiamo vivendo è una crisi della politica. Perché? Perché il mondo è pieno di troppe cattive politiche.
Il dizionario alla parola “politica” dà questa definizione: «Scienza e tecnica che hanno per oggetto l’amministrazione dello Stato e la direzione della vita pubblica». Quando questa “direzione” prende la strada della guerra, dell’odio e delle discriminazioni, significa che questo tipo di politica ha fallito.
Come prova di quanto scritto, si può constatare come la disaffezione politica dei cittadini sia sotto gli occhi di tutti quando, per esempio alle elezioni, sempre più persone disertano le urne, scoraggiate dal mal governo. Chiediamoci ancora: perché?
È il compianto cardinale Carlo Maria Martini ad indicarci la causa principale quando dice: «Il livello di allarme si raggiunge quando lo scadimento etico della politica non è neppure più percepito come dannoso». Ma il fatto è che, se ci pensiamo bene, la politica è l’unica professione senza una specifica formazione e i cattivi risultati sono anche la conseguenza di tutto ciò.
Due sono allora gli ingredienti a fondamento di una “buona” politica.
Prima di tutto è necessaria la formazione, cioè una preparazione professionale dei politici che contempli quelle materie che aiutano a dare luce alla complessità del governo della “cosa pubblica”, insieme a tutte le implicazioni a essa collegate.
In secondo luogo occorre etica e coerenza, perché il politico eletto dalla gente ha la responsabilità morale di servire il bene pubblico, tutelando le fasce più deboli e soprattutto mantenendo fede a quanto dice.
A questo proposito ricordiamo le parole di un grande politico, Alcide De Gasperi, fondatore della Democrazia Cristiana e più volte Presidente del Consiglio, che ha aiutato il nostro Paese in un momento cruciale al termine della seconda guerra mondiale: «Ci sono molti che nella politica fanno solo una piccola escursione, come dilettanti, altri che la considerano e tale è per loro come un accessorio di secondarissima importanza. Ma per me, fin da ragazzo, era la mia carriera, la mia missione».
Una missione dunque che occorre urgentemente riprendere, se vogliamo essere migliori. Ecco allora cosa fa la buona politica, come il buon governo, come una buona educazione: aiuta ad essere migliori.