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di Luigi Crimella

Un sito internet potenziato e rinnovato da parte del Pontificio Consiglio per la famiglia (www.familia.va), un secondo sito internet specifico per l'appuntamento mondiale di Milano (www.family2012.com), la diffusione a stampa e on-line di un volume di un centinaio di pagine ("La famiglia: il lavoro e la festa") con le catechesi preparatorie in sette lingue da utilizzare in tutto il mondo, oltre a innumerevoli iniziative pubblicitarie e di sponsorizzazione a livello nazionale e internazionale: sono questi gli "ingredienti" del cammino preparatorio illustrati il 24 maggio in Vaticano, in vista del VII incontro mondiale delle famiglie in programma a Milano dal 30 maggio al 3 giugno 2012.

A parlarne con i giornalisti, presso la Sala stampa vaticana, sono intervenuti i cardinali Ennio Antonelli (Pontificio Consiglio per la famiglia) e Dionigi Tettamanzi (arcivescovo di Milano), insieme a vescovi ausiliari e collaboratori della "macchina organizzativa" che si è messa in moto da tempo. "La famiglia - ha detto il card. Dionigi Tettamanzi - rappresenta la cellula fondamentale della società e l'attenzione che la Chiesa le riserva è in una prospettiva unitaria: religiosa e umana. Grazie alla famiglia e alle sue dinamiche di amore e aiuto reciproco, si parte dall'umano per giungere a Dio".
Un anno molto importante. "L'anno in corso è molto importante per il Pontificio Consiglio: ricorre il 30° anniversario della sua istituzione da parte di papa Giovanni Paolo II, che avrebbe annunciato la sua nascita proprio il 13 maggio 1981, festa della Madonna di Fatima e giorno dell'attentato in piazza San Pietro".
Lo ha detto il card. Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio, che sta organizzando, insieme all'arcidiocesi di Milano, l'incontro mondiale. "Sempre trent'anni fa - ha proseguito - nacque anche il 'Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia' e venne anche presentata l'enciclica 'Familiaris Consortio', che costituisce la 'magna charta' della pastorale familiare".
Riferendosi all'attentato al Papa in coincidenza con la nascita delle due istituzioni vaticane per la famiglia, il cardinale ha parlato di "battesimo di sangue" per queste due realtà, chiamate "a sostenere e diffondere la dottrina della Chiesa sulla famiglia, a favorire un rinnovamento pastorale per il suo servizio e a far conoscere il valore della sessualità secondo l'antropologia cristiana, insieme alla spiritualità coniugale e familiare e a una giusta valorizzazione del ruolo sociale della famiglia". Il card. Antonelli ha ricordato "l'importanza della preparazione spirituale nelle Chiese locali" in vista dell'evento milanese, per il quale sono anche impegnati in tutto il mondo movimenti e associazioni laicali.

Fare di più per la famiglia. "Nel campo delle politiche familiari non solo si può ma si deve fare di più": lo ha detto il card. Tettamanzi, rispondendo a una domanda sulla situazione di difficoltà delle famiglie emersa dai dati diffusi dall'Istat il 23 maggio.
"Se l'auspicio è che siano potenziate tutte le politiche di sostegno per i più bisognosi, a maggior ragione andrebbero sostenute le politiche familiari così indispensabili per dare respiro a quanti sono in difficoltà", ha detto, aggiungendo che "l'Italia non brilla come potrebbe e come dovrebbe in questo settore".
Il cardinale ha quindi risposto a un'altra domanda sulla situazione femminile, in famiglia e nel lavoro, sostenendo che "dall'insegnamento di Giovanni Paolo II si può e si deve recuperare il suo appello profetico perché la donna sia adeguatamente sostenuta e valorizzata nei suoi ruoli di madre e di lavoratrice.
E, allo stesso modo, deve essere sostenuta anche una visione di valorizzazione dei figli, per il bene della famiglia e della società". Ha poi ribadito che la Chiesa "continua a proporre la posizione cattolica circa 'la famiglia' e non circa 'le famiglie'", anche se, riferendosi ai suoi interventi nei confronti dei separati, ha ricordato che "il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito'".

Aprirsi al mondo. "La celebrazione dell'incontro mondiale metterà a fuoco tre modi di rinnovare la vita quotidiana: vivere le relazioni (la famiglia), abitare il mondo (il lavoro), umanizzare il tempo (la festa)": così il vescovo ausiliare di Milano, mons. Franco Giulio Brambilla, che ha coordinato il lavoro di stesura delle catechesi preparatorie, ha spiegato in sintesi i contenuti del volume, presentato al Papa nei giorni scorsi. "Le catechesi - ha detto - cercano di dipanare il filo rosso del tema nella tensione tra famiglia e società.
La vita civile fatica a tener conto dei legami sociali che la precedono e sospinge la famiglia nel suo regime di appartamento (nel senso di 'appartarsi', ha sottolineato), mentre l'esperienza familiare sperimenta la sua fragilità ed è particolarmente vulnerabile di fronte ai processi sociali, in particolare quelli che incidono sulla sua vita quotidiana, come il lavoro e il tempo libero.
Pertanto le catechesi partono dalla vita quotidiana per aprirla al mondo, insistendo sulla famiglia come luogo di liberi legami".

 

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