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di Madre Anna Maria Canopi osb

Gesù «conosceva quello che c’è nell’uomo» (Gv 2, 25). Con quest’affermazione si chiude il secondo capitolo del Vangelo secondo Giovanni. E, subito, il terzo capitolo si apre con l’incontro di Gesù con «un uomo di nome Nicodemo», un capo dei capi dei Giudei, un maestro d’Israele, ma soprattutto un personaggio che vive un po’ dentro ciascuno di noi: un uomo, appunto, con le sue domande sul senso della vita, un cercatore di Dio, un mendicante. 

Gratitudine e saluti beneauguranti al vertice della Conferenza episcopale italiana

Il Beato Pio IX l’8 dicembre del 1870 proclamò San Giuseppe patrono della Chiesa universale.  In momenti difficili per le vicende storiche della Chiesa italiana Pio IX inizia il suo Decreto con l’immagine di Giuseppe il figlio di Giacobbe che in Egitto riserva nei magazzini il grano per il nutrimento di quel  nucleo iniziale del futuro popolo di Israele.  Nella “pienezza dei tempi” Dio manda al suo popolo un altro Giuseppe con il compito di educare  e accompagnare suo Figlio Gesù nella sua permanenza sulla terra per acquisire concretamente il sapore delle gioie e delle speranze dell’umanità. 

5*/ Il perché della fede

di Madre Anna Maria Canopi osb

Proseguendo le meditazioni sulle «domande della fede» che costellano tutta la Bibbia – perché esprimono i dubbi, le paure, i desideri del cuore umano – ci soffermiamo sull’episodio evangelico del mare in burrasca. Al termine di un’intensa giornata di predicazione, Gesù e i dodici salgono in barca per «passare all’altra riva» e far rientro nelle loro case. Mentre i discepoli remano, Gesù sta a poppa e si addormenta su un cuscino, come annota l’evangelista Marco.

di Massimo Marelli

«Era una notte incantevole, una di quelle notti che ci sono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo così potessero vivere uomini irascibili e capricciosi. Anche questa domanda è da giovani, caro lettore, proprio da giovani, ma che Dio la faccia sorgere più spesso nell’anima tua! [...] A proposito di persone irascibili e ostinate, non posso non ricordare come mi comportai bene durante tutta quella giornata. Una certa angoscia aveva iniziato a tormentarmi fin dal mattino. A un tratto mi era sembrato che tutti mi lasciassero solo, che tutti mi abbandonassero» (F. Dostoevskij, Le notti bianche, Einaudi, Torino 2014).

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