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a cura di Gabriele Cantaluppi

Durante la Santa Messa, recitando il “Credo”, affermiamo che l’Unigenito Figlio di Dio è “generato, non creato” dal Padre. Che cosa significa?

L’espressione “generato e non creato” è stata inserita nel Simbolo Apostolico al Concilio di Nicea nel 325, e riguarda espressamente Gesù. “Generato non creato, della stessa sostanza del Padre” si riferisce all’eresia di Ario, un sacerdote di quell’epoca, che  sosteneva che il Verbo, detto anche Figlio, la seconda Persona della SS. Trinità, non fosse Dio, ma la prima creatura di Dio. Se così fosse, Gesù non sarebbe Dio fatto carne e la sua redenzione non avrebbe un valore infinito, perché nessuna creatura, per quanto grande, potrebbe riparare lo strappo fra l’uomo e Dio, operato dal peccato originale.

di monsignor Tonino Bello

Il primo capitolo degli Atti, dice che gli Apostoli, dopo l'Ascensione, in attesa dello Spirito Santo salirono al piano superiore, dove abitavano.. E con loro c'era anche Maria, la madre di Gesù. è l'ultima sequenza biblica in cui compare la Madonna. Dall'alto di questa postazione. Dal piano superiore. Quasi per indicarci i livelli spirituali su cui deve svolgersi l'esistenza di ogni cristiano.

«Mi hai chiamato, eccomi!»

di Madre Anna Maria Cánopi osb

«La parola del Signore era rara in quei giorni». Così si legge all’inizio del terzo capitolo del primo libro di Samuele. La Parola che aveva creato i cieli, che aveva chiamato Abramo, Mosè, i profeti e che aveva guidato il popolo eletto passo passo nel lungo cammino dell’esodo portandolo dalla schiavitù d’Egitto alla libertà della Terra promessa, ora si è fatta rara. Ma se la Parola viene a mancare, ne consegue che l’umanità e l’intero creato rischiano di tornare al caos iniziale. È la Parola di Dio, infatti, che ci fa vivere e ci sostiene in vita: «In principio era il Verbo, / e il Verbo era presso Dio / e il Verbo era Dio… / Tutto è stato fatto per mezzo di lui /e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste» (Gv 1,1-3 passim). 

L'Amoris laetitia

di Nico Rutigliano

Se l’aereo perde velocità, va in stallo. Per prendere quota, il pilota inesperto tende a puntare il muso verso l’alto: risultato è che l’aereo precipita. Bisogna invece puntare verso il basso. 

Quando nella famiglia si tende a salvarsi da soli, è il fallimento. Il ruolo dell’accompagnamento, allora,  è decisivo, non solo importante.

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