
«Le cose piccole ondeggiano nello spazio grande del cuore; ma solo le grandi cose vi si fermano e prendono dimora». Paolo VI è nel cuore di molti e noi guanelliani abbiamo inciso la sua presenza nell’anima per le molte circostanze che hanno reso gloria al nostro santo fondatore e per i riflessi e la sua sensibilità verso il mondo dei derelitti, i feriti della vita. L’anno successivo alla sua elezione a governare la Chiesa universale, ha regalato ai poveri il carisma di un campione della carità, un’immagine speculare del volto stesso di Cristo, il buon samaritano dell’umanità.
Di origine lombarda, Giovanni Battista Montini ha conosciuto certamente la figura di don Luigi Guanella nei suoi anni giovanili. Quando è morto don Guanella, Montini aveva 18 anni e stava in fase di discernimento per la sua vocazione sacerdotale. Suo padre, uomo impegnato nel giornalismo e nella vita politica ne avrà certamente parlato e scritto. Nel suo entusiasmo giovanile don Guanella, padre dei poveri, certamente lo aveva affascinato e aveva offerto un modello di santità per la sua chiamata al sacerdozio.
Il primo anniversario della Canonizzazione è un'occasione provvidenziale per acquisire, approfondire, assimilare e celebrare il carisma fantasioso del Fondatore, sia nel rimanere innestati alla linfa della carità divina sia nell'essere accanto anche alle nuove povertà presenti alla ribalta della nostra società.
Un Santo che soprattutto oggi non ci lascia indefferenti!
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Lo stile pastorale di Monsignor Bacciarini non poteva avere maggior credito e conferma che dalle parole rivoltegli da Benedetto XV nell’udienza concessagli dopo la consacrazione episcopale: “Voi cercate di nascondervi, e Noi, innalzandovi all’Episcopato, vi abbiamo collocato sul candelabro, modello di zelo ai Parroci di Roma, modello di vita religiosa alla Congregazione cui appartenete”.
Il movente di tutta la sua attività lo si può trovare nelle parole che don Guanella gli rivolse per convincerlo a tornare da lui dopo l’esperienza della Trappa: “Il Papa, le anime!”.
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