Papa Leone XIV riprende l'antica tradizione
La penitenza quaresimale non deve essere soltanto interna e individuale, ma deve acquistare dimensione esterna e sociale spiega la Sacrosanctum concilium, la costituzione del Concilio vaticano II dedicata alla liturgia.
E anche per questo il rito antico delle Stationes in Quaresima ha un valore speciale, tanto che nel Messale Romano è ricordato che “è buona tradizione che nella Chiesa locale si facciano, soprattutto in Quaresima, riunioni di preghiera nella forma delle “stazioni” romane. Si raccomanda di conservare e incrementare questa tradizione, almeno nelle principali città, e nel modo più indicato per i singoli luoghi. Questa assemblea di fedeli, specialmente se presiede il Pastore della diocesi, può radunarsi nelle domeniche e nei giorni più adatti della settimana o presso il sepolcro di un santo, o nelle chiese o nei santuari più importanti della città, oppure anche in qualche località che in diocesi costituisce meta di frequenti pellegrinaggi”.
Il rito più antico, come ha ricordato Papa Leone XIV, è quello romano da dove nasce la tradizione, perché era il Papa stesso ad andare chiesa per chiesa a celebrarlo.
Oggi non è più così. Da tempo i pontefici celebrano solo il rito nella prima della stationes, normalmente Santa Sabina all’ Aventino.
Il rito antico prevedeva l’inizio verso le tre del pomeriggio, il popolo accorreva insieme con il clero in una chiesa stabilita in antecedenza come luogo di raduno e che veniva chiamata perciò «collecta». Di qui i fedeli, con a capo il Papa, circondato dai presbiteri e dal clero, si dirigevano processionalmente verso la chiesa stazionale; il Papa concelebrava con i presbiteri, comunicava i fedeli e concludeva la celebrazione quando il sole volgeva al tramonto.
(Di Angela Ambrogetti - acistampa)