Il Dicastero per la Dottrina della fede ha concesso il nulla osta al santuario di Litmanovà (Slovacchia). Riconosce che il messaggio è conforme al Vangelo, ma soprattutto che i frutti di conversione sono abbondanti

di don Gabriele Cantaluppi

Sul monte Zvir, a circa tre chilometri da Litmanová, un villaggio all'estremità nord orientale della Slovacchia, lungo il confine polacco, dal 5 agosto 1990 al 6 agosto 1995 la Vergine Maria è apparsa a tre bambini, Miťko Češelka, Ivetka Korčáková e Katka Češelková, che agli inizi dell’avvenimento avevano rispettivamente nove, undici e dodici anni.

Quel 5 agosto, dopo una lunga passeggiata, i ragazzi si erano fermati per il pranzo, quando iniziarono a sentire dei rumori provenienti dal bosco circostante. Spaventati, si rifugiarono in una “majdan”, capanna di legno, proprietà del padre di Ivetka, mentre i rumori continuavano sempre più forti, come se qualcuno stesse buttando giù legna dalla cima del monte. Il piccolo Mitko propose: «Diciamo una preghiera! Il sacerdote al catechismo ci ha detto che, quando abbiamo paura di qualcosa, dobbiamo pregare». Improvvisamente sulle labbra di Ivetka uscirono queste parole: «Maria, Madre nostra, nascondici sotto il tuo manto!».

Le ripeterono tre volte e provarono un profondo dispiacere per la loro tiepidezza religiosa. In quel preciso momento la stanza si inondò di luce e apparve la Madonna, che si sedette su una panca davanti a loro e li guardava, immersa in un profondo raccoglimento. Aveva gli occhi azzurri e i capelli castani; indossava un vestito bianco, un manto e un velo azzurro trasparente; sulla testa portava una corona, tra le mani stringeva un rosario ed era scalza.

Sorpresi dall’apparizione e non sapendo come reagire, i bambini ripresero la via del ritorno, accompagnati dalla Madonna che alla croce dell’entrata del paese si inginocchiò e si fece il segno di croce, scomparendo un po’ alla volta dalla loro vista. Nessuno credette al loro racconto e il parroco proibì di parlare del fatto, ma quella notte stessa la madre di Katka sognò la Vergine santissima che le diceva: «Non dubitare di nulla, solo credi».

Subito si diffuse la notizia dell’avvenimento e il luogo divenne meta di un numero sempre crescente di pellegrini. All’inizio la Madonna apparve più volte al mese, soprattutto la domenica e i giorni di festa. I veggenti rimanevano in estasi, con un soave sorriso, insensibili a qualsiasi stimolo esterno. Dal 3 marzo 1991 apparve solo la domenica dopo il primo venerdì del mese. Inoltre benedisse una sorgente a cento metri dal luogo e raccomandò di bere quell’acqua. All’ultima apparizione del 6 agosto 1995 promise di rimanere sempre presente in quel luogo.

Nei messaggi comunicati ai tre bambini la Madonna ha esortato alla conversione e ad accogliere il Vangelo con l’animo semplice: «Vorrei chiedervi, come Madre, di incominciare a vivere in un modo semplice, a pensare in un modo semplice e ad agire in un modo semplice». Questo per giungere alla purezza del cuore, che è la proposta centrale delle apparizioni. Maria raccomanda la purezza prima di tutto come purificazione dal peccato, unita a una lotta senza tregua per evitarlo, ma anche come autenticità, semplicità e trasparenza: «Le vostre preghiere saranno ascoltate in modo particolare, ma devono essere sincere e uscire da un cuore puro». La Vergine ha proposto anche, quale rimedio al peccato, la recita del Rosario: «Per guarire dalle malattie fisiche e psichiche occorre pregare ogni giorno il santo Rosario per intero, fare digiuno il mercoledì e il venerdì e bere l’acqua della sorgente di questo monte».

Ha invitato i giovani veggenti a offrire tutto per la salvezza delle anime: «Non sapete come ho bisogno delle vostre preghiere e dei digiuni per la conversione di coloro che si stanno perdendo. Quanto hanno disperatamente bisogno del vostro aiuto i miei figli che si sono allontanati dalla retta via! Per favore, aiutatemi». Infine la Madonna ha ripetuto la sua preoccupazione per il crescente materialismo che porta l’umanità a dimenticarsi di ciò che è veramente importante: la relazione con Dio: «I miei figli sono sazi di tutto, hanno troppe cose, e per questo non venerano né mio Figlio né me».

La gerarchia cattolica di rito bizantino della diocesi di Prešov iniziò subito a investigare e a seguire lungo gli anni gli avvenimenti, senza mai trovare nulla contro la morale o la dottrina cristiana, e ad assistere pastoralmente i pellegrini, sempre più numerosi.

Lo scorso 9 luglio 2025 il Dicastero vaticano per la Dottrina della Fede ha confermato questa posizione ufficiale con la lettera, indirizzata all'arcivescovo diocesano Jonáš Maxim. Sottolinea le innumerevoli «confessioni sincere e profonde» e le conversioni e apprezza i «tanti frutti spirituali ottenuti dai pellegrini, che continuano a visitare questo luogo», nonostante che la presunta apparizione sia terminata trent’anni fa. Sono apprezzati gli incoraggiamenti ai fedeli, contenuti nei messaggi della Vergine Maria, quando afferma che il cammino del Vangelo non è difficile e che «vuole rendervi sempre più semplici».

Ma nella lettera, il cardinale Victor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero, riconosce anche che nei messaggi vi sono «alcune ambiguità e passaggi meno comprensibili», ma ciò sembra dovuto alla difficoltà per i veggenti di trasmettere verbalmente le loro esperienze interiori. Per questo è auspicata una raccolta di messaggi «che elimini quelle poche espressioni che potrebbero indurre a malintesi o turbare la fede dei semplici». Infine nella lettera si dichiara espressamente che il nihil obstat non implica il riconoscimento dell'autenticità soprannaturale delle presunte apparizioni, ma «consente di approvare il culto pubblico e di informare i fedeli che, se lo desiderano, possono accostarsi senza timore a questa offerta spirituale».