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Questo nostro appuntamento mensile in compagnia di San Giuseppe è un appuntamento carico di affetto, di stima e di ascolto nell’armonia di suoni che solo l’anima innamorata e ricca di fede sa esperimentare. Vogliamo questa sera parlare a «cuore  a cuore» con San Giuseppe, il papà terreno di Gesù.
Vogliamo ambientare la nostra preghiera nella casa di Nazareth, questa famiglia esemplare che costruisce la propria esistenza in un intreccio tra il divino e l’umano.
San Giuseppe ci è maestro non tanto per le parole che non ha pronunciato, ma per l’ascolto che sa dare alle nostre parole e alle nostre richieste.
Il suo silenzio - l’abbiamo detto tante volte - non è mutismo, ma è un silenzio illuminato da irradiazioni con  tante sfaccettature che riflettono colori luminosi, quasi indicazioni di strade da percorrere per camminare  nel giusto sentiero della santità, pienezza di beatitudine evangelica.
All’inizio di questo appuntamento un cordiale saluto a tutti: alle ascoltatrice e agli ascoltatori, a chi ci ascolta in casa o per strada tornando dal lavoro, a chi sta preparando la cena, ma, in particolare modo, a chi è afflitto dalle molte contrarietà, avversità che partono dalla cattiva salute, dai disagi interiori delle depressione, dall’insofferenza nei confronti della stessa vita. Un saluto particolare a chi è arrabbiato con l’esistenza stessa, per chi ancora non ha trovato un motivo forte e valido per vivere, un ideale abbraccio a chi si sente inutile, solo, a chi è senza amici.

Ascolta!

 

In questi giorni, con rinnovata emozione, è stata commemorata la nascita al cielo  del compianto cardinal Carlo Maria Martini.
Il cardinal Angelo Scola sabato nel duomo di Milano, ricordando il cardinal Martini, ha detto che «è stato un indomito portatore della speranza affidabile che deriva dalla fede nelle resurrezione. Un uomo, un pastore, un maestro dallo sguardo appassionato per tutti gli uomini che continua a d accendere la grande luce e la speranza che non delude».
In uno dei suoi ultimi libri, per una volta, aveva citato non la Bibbia, ma un proverbio indiano che dice: «Dapprima impariamo, poi insegniamo, poi ci ritiriamo e impariamo a tacere. E nell’ultima fase, l’uomo impara a mendicare». Mendicare nel disagio della malattia di Parkinson, mendicare nell’aver bisogno dell’aiuto del prossimo, mendicare delle mani per essere lavato, per essere vestito, per camminare. Mendicare le cose umane e mendicare l’aiuto da Dio.
Ha detto il card. Martini «Un giorno avevo sogni sulla chiesa… Dopo i settantacinque anni ho deciso di pregare con la chiesa e per la chiesa».
A proposito  di preghiera e di fiducia in Dio, il cardinal Angelo Comastri, che ai funerali di Martini ha portato il messaggio di cordoglio e di partecipazione del papa Benedetto XVI, in un’intervista alla Radio Vaticana ha detto:
«Il cardinale Martini nel 1991, l’anno dopo la mia nomina a vescovo di Massa Marittima e Piombino, mi invitò a fare una visita a Milano. Ero un giovanissimo vescovo e ricordo che mi disse parole molto belle di incoraggiamento.
Mi disse: cammina nel solco del Vangelo perché è il solco della vera libertà ed è il solco della felicità, e insegna alla gente a camminare nel solco del Vangelo.
Poi, quando nel 1993, ho avuto un intervento al cuore, ricordo che mi telefonò e fu una telefonata molto paterna. Mi disse: lei si abbandoni nelle mani del Signore perché il Signore sa dove condurci, lei si abbandoni. Questo me lo ricordo molto bene e fu per me un grande incoraggiamento e anche un’indicazione che mi rasserenò molto».

Alla domanda sulla sofferenza per esempio sull’accanimento terapeutico,   che il cardinale avrebbe rifiutato.
Il cardinal Comastri ha risposto:  «la Chiesa ha sempre rifiutato l’accanimento terapeutico, queste sono strumentalizzazioni».
E sempre il cardinal Comastri a tale proposito ricordava: «Come quando Madre Teresa disse: io voglio le cure che fanno i poveri, ho scelto i poveri e voglio muovermi in fedeltà a questa mia scelta. Ma quella non era eutanasia, assolutamente. Il cardinale è un figlio della Chiesa e non deve e non può essere usato contro la Chiesa perché è stato fino in fondo figlio della Chiesa”.
Alla domanda sulla sua più grande eredità spirituale?
Angelo Comastri risponde:  «L’amore per la Parola di Dio, perché la Parola di Dio è davvero la lampada che illumina il nostro cammino. Si può dire che è un po’ la sintesi del ministero e dell’episcopato del cardinale Martini».

Siamo in un clima di preghiera e come membri della grande comunità ecclesiale, sparsa nel mondo intero, vogliamo dare voce  anche  a coloro che non sanno pregare, o non vogliono pregare,  con le parole scritte da madre Teresa che dal cielo è unita alla nostra invocazione.

Preghiera per coloro che non sanno pregare

Signore,
aiuta gli uomini e le donne
che vorrebbero pregare,
ma non sanno farlo.

Accetta il loro desiderio di pregare
come una preghiera.
Ascolta il loro silenzio
e incontrali lì nel loro deserto.

Tu hai già guidato la gente
fuori dal deserto,
e hai mostrato loro la terra promessa.
Tu, Signore di tutto l'universo,
Re dei Re.

 

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