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di Stefania Severi 

(disegni di P. Brasioli)

L’apostolo Simone detto Pietro, primo tra i dodici, è presente a Roma un po’ ovunque. Girando per l’Urbe troviamo: San Pietro in Carcere, che sorge sul Carcere Mamertino dove fu imprigionato; San Pietro in Vincoli, dove sono conservate le catene con le quali era legato nel carcere; la chiesa dei Santi Nereo e Achilleo, Titulus in fasciola, dove sono le bende che gli coprivano le caviglie abrase dalle catene; la chiesa di Santa Pudenziana, dove è la tavola su cui celebrò l’Eucaristia, poiché in quel luogo c’era la casa di Pudente che lo aveva ospitato; la chiesa di Santa Francesca Romana, dove c’è la pietra con i solchi delle sue ginocchia, mentre pregava Cristo di fermare gli incantesimi di Simon Mago. Sulla antica Via Appia c’è la cappelletta del “Domine quo Vadis?”, dove Pietro, che fuggiva da Roma, avendo visto Gesù con la croce in spalla, gli aveva chiesto “Signore dove vai?” e Lui aveva risposto che tornava a farsi crocifiggere. Pietro, pentito, era tornato indietro ad affrontare il martirio, che la tradizione vuole avvenisse sul colle Gianicolo, lì dove sorge il tempietto di San Pietro in Montorio. E la sua statua benedicente c’è in vari luoghi, da Ponte Sant’Angelo alla sommità della colonna Traiana. 
Ma è certo il sepolcro di Pietro il luogo più venerato. Tale sepolcro, la cui storicità è comprovata, fu eretto alle pendici del colle Vaticano dove, all’epoca, sorgeva una necropoli. Su tale tomba sorse poi una prima piccolissima cappella, sulla quale fu costruita, all’epoca dell’Imperatore Costantino, una grandiosa basilica. Questa, a sua volta, fu distrutta, all’inizio del 1500, per dar posto all’odierna. Ma il sepolcro di Pietro è sempre stato nel luogo originario e si trova esattamente sotto l’altare papale, meravigliosamente esaltato dal baldacchino di Gian Lorenzo Bernini (1633). L’altare affaccia sulla Confessione, ove brillano 99 lampade perenni ad illuminare la tomba. Una visita nelle Grotte Vaticane ne consente una visione più ravvicinata.
San Pietro, detta anche Basilica Vaticana, San Giovanni in Laterano, San Paolo “fuori le mura” e Santa Maria Maggiore, costituiscono le 4 Basiliche Maggiori, tutte a Roma, dette anche Basiliche Papali. Queste Basilicae Maiores hanno tutte la Porta Santa, che si apre in tempo di Giubileo. 
Alla Basilica Vaticana si accede dalla splendida piazza, caratterizzata dall’abbraccio del colonnato di Bernini e dall’obelisco centrale alto m 41. Al centro della facciata, di Carlo Maderno (1614), è la Loggia delle Benedizioni, da cui si affaccia il Papa nelle solennità e dove egli è presentato subito dopo l’elezione. Svetta al di sopra la grandiosa cupola di Michelangelo, la cui costruzione, interrottasi per la sua morte (1564), fu terminata nel 1589 seguendone i disegni. 
Attraverso il grandioso portico si accede all’interno, splendido e solenne, caratterizzato dall’ampia navata mediana e da passaggi e cappelle laterali, dove è tutto un susseguirsi di monumenti, tra cui la celebre Pietà di Michelangelo, ed altari con splendide pale in micro mosaico. Sull’ultimo pilastro di destra è la veneratissima statua bronzea di San Pietro, di Arnolfo di Cambio (sec. XIII), con sul davanti due candelabri di bronzo di Egidio Giaroli (1971). Tale specifica ci porta ad una riflessione basilare: San Pietro non è chiesa solo del 1500, in essa, oltre ad esserci opere d’arte risalenti alla basilica costantiniana, ci sono opere di tutti i secoli successivi, compreso il XX, come testimoniano, tra l’altro, il monumento a Giovanni XXIII di Emilio Greco e la porta bronzea di Giacomo Manzù. Insomma, fede ed arte in San Pietro costituiscono un binomio inscindibile e sempre rinnovantesi. 
 
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