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A fine maggio Papa Francesco ha inviato un messaggio al Direttore Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, José Graziano da Silva, in occasione dell’inaugurazione del decennio dell’Agricoltura Familiare delle Nazioni Unite. Un messaggio d’incoraggiamento e sostegno per il raggiungimento dell'obiettivo Fame Zero 2030 e il secondo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030: “Sradicare la fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un'agricoltura sostenibile”.

Come spiega Acistampa, il Papa scrive che “La famiglia consiste in una rete di relazioni in cui impariamo a vivere con gli altri e in armonia con il mondo che ci circonda. Essa rappresenta quindi un terreno fertile e un modello da seguire per un’agricoltura sostenibile, con effetti benefici non solo per il settore agricolo, ma anche per l'umanità nel suo insieme e per la protezione dell’ambiente”. Per Francesco la famiglia “può aiutarci ad apprezzare l'interconnessione tra umanità, creazione e agricoltura”.

Anche in questo ambiente non può mancare il contributo del genio femminile: “Soprattutto nei paesi in via di sviluppo, le donne danno un contributo significativo a attività agricola – scrive ancora il Papa - Svolgono un ruolo in tutte le fasi della produzione alimentare dalla semina alla raccolta, nella gestione e nella cura del bestiame, e persino nelle forme di lavoro più esigenti”.

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La Chiesa italiana destina una consistente parte dei fondi 8 per mille agli aiuti caritativi per il terzo mondo. Ne dà notizia il Sir in una nota in cui illustra le diverse destinazioni di tali aiuti.

Sono stati approvati 69 progetti, per i quali saranno stanziati 12.479.477 euro così suddivisi: 5.487.581 euro per 27 progetti in Africa, 3.516.030 euro per 23 progetti in America Latina; 3.457.866 euro per 18 progetti in Asia; 18.000 euro per un progetto nell’Europa dell’Est. Questi i dati relativi alla riunione del Comitato per gli interventi caritativi a favore del terzo mondo della Cei, che si è svolta venerdì 24 e sabato 25 maggio, a Roma. Tra i progetti più significativi – riferisce il Comitato – tre sono in Africa e, in particolar modo, due in Burkina Faso. Il primo prevede la creazione di un complesso scolastico per bambini in situazione di handicap, nella diocesi di Koudougou. Sempre in Burkina Faso, per combattere la malnutrizione infantile acuta e cronica e promuovere filiere agroalimentari gestite da donne, è stato finanziato il progetto “Risorsa Terra”. Le donne dei villaggi coinvolti verranno formate grazie a programmi sanitari pubblici, per poi divenire animatrici dei servizi di salute comunitaria nei propri villaggi (circa 50 villaggi, per un totale di 4.000 bambini e 3.000 donne). Manodopera e materiali per la costruzione saranno forniti dalla popolazione locale. Verranno attivati, tra le altre cose, sette orti comunitari e due centri di servizi. A Capo Verde, invece, è stato finanziato il progetto “Giovane apprendista”, che prevede la realizzazione di un centro di formazione professionale che focalizzi le attenzioni sul turismo e sulle attività del territorio. Tra i progetti latino-americani più interessanti, sottolinea il Comitato, uno in Paraguay, destinato ai giovani di Puerto Triunfo, dove verrà edificato un centro polifunzionale per la formazione lavorativa (informatica, taglio e cucito) e l’educazione di bambini e giovani, per poi dar vita a una cooperativa. Il Comitato segnala, infine, un progetto che sarà realizzato in Asia, in Cambogia, nella diocesi di Battambang per attività di formazione professionale per i ragazzi che hanno lasciato la scuola e di accompagnamento alla ripresa degli studi.

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L’obbedienza al Papa, un progetto educativo fondato sullo studio della religione, la vita basata sui principi cristiani e sulla carità verso i più bisognosi: erano questi gli impegni che 150 anni fa si assunsero i primi 11 giovani che a Roma avevano dato vita al Circolo della Gioventù Cattolica costituito con il titolo di San Pietro. In pieno conflitto Stato-Chiesa, e due anni dopo la fondazione della Società della Gioventù Cattolica Italiana da parte di Giovanni Acquaderni e Mario Fani (antesignana dell’Azione Cattolica Italiana), prendeva il via a Roma una presenza che da allora è sempre stata molto significativa, sia a livello ecclesiale, sia sul piano dell’animazione civile e culturale.

Due anni dopo l’Azione Cattolica nazionale, che ha celebrato nel 2017-18 il suo secolo e mezzo di vita, anche l’ACI di Roma ha voluto ricordare questa importante ricorrenza l’11 maggio scorso  con una solenne celebrazione di ringraziamento presieduta dal card. vicario Angelo De Donatis nella Basilica cattedrale di San Giovanni in Laterano.

Da quel momento il percorso associativo proseguirà nelle parrocchie che saranno invitate a cercare le radici dei loro gruppi di AC e a ricostruirne la storia. Chiuderà le celebrazioni la XVII assemblea diocesana che si celebrerà nel 2020.

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