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Quest’anno abbiamo chiamato i falegnami più famosi della storia a costruire un ponte per arrivare alla festa di san Giuseppe con le scarpe lucide e non infangate dalle acque primaverili. 

Abbiamo trovato un abile falegname con la vocazione ad essere ed a vivere come ombra umana per un pezzo di legno, con un forte desiderio di paternità quasi sovrapponendosi come ombra-guida verso la conquista di nobili qualità umane.

Questo ingegnoso falegname si chiamava Geppetto, le sue mani per un vita hanno accarezzato pezzi di legno.  Per caso, un giorno, gli capitò tra mano un pezzo di legno, destinato a scoppiettare tra le fiamme di un camino o tutta al più a diventare «la gamba di un tavolo». Questo pezzo di legno, misteriosamente come in un favola, arriva a ritrovarsi burattino, amato da un tenero amore di padre.

“Le Sette domeniche”, in preparazione alla solennitа di san Giuseppe, a partire dal 2 febbraio, quest’anno si svolgeranno alla scuola di un falegname che, obbedendo ad un desiderio di essere padre, con pazienza riesce a far fiorire da un pezzo di legno la gioia di sentirsi amato come un padre.  Quel pezzo di legno come capita a tanti genitori adottivi è un figlio irrequieto con le orecchie sempre più attente al richiamo delle sirene del mondo esterno che al calore amorevole e confortante di una casa.

Quest’anno in sette domeniche visiteremo i sentimenti che muovono i piedi di legno di Pinocchio e muove il cuore appassionato di Geppetto sempre alla ricerca di quel frammento di bontà che si altalena da una voglia struggente di bene alle scappatelle e alle lusinghe dei compagni di avventura.

Negli incontri delle «7 Domeniche» che si svolgeranno nella cappella dell’Oratorio del San Giuseppe al Trionfale in Roma, con ingresso dalla Scuola di Via Savonarola, impegneremo gli occhi per vedere, le orecchie per ascoltare, il cuore per pregare e la volontà per seguire Pinocchio all’uscita del ventre della balena.

E' una nuova esperienza per arrivare alla «festa del papà» per recuperare il ruolo dei padri nell’educazione dei figli e i figli a scoprire che la vita ha bisogno di punti di riferimento autorevoli con gli esempi e la premura dei padri.

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Un camminare fiducioso alla luce della stella luminosa di un materno amore

Nei primi giorni di gennaio si è spenta a Roma dopo una lunga malattia madre Serena Elisabetta Ciserani, Superiora Generale delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza (Guanelliane). Consacrata nel 1969, sulle orme del Santo Fondatore don Luigi Guanella, Madre Serena ha donato la sua vita a Dio e ai fratelli nel servizio alle persone con disabilità, nella formazione delle giovani postulanti, come pioniera dell’Opera Guanelliana in Romania e quindi quale Madre Generale della congregazione dal 2010. I funerali si sono svolti a Roma mercoledì 8 gennaio presso la basilica di S. Pancrazio e il giorno seguente a Como nella chiesa della Casa-madre delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza. Qui di seguito uno scritto di don Mario Carrera, guanelliano, direttore generale della Pia Unione del Transito di San Giuseppe, in cui ne traccia un profilo spirituale.

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E’ l’invito del Papa alle famiglie, perché tornino ad essere uno spazio di dialogo e di crescita tra genitori e figli.

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