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di Salvatore Alletto

Cosa ci porterà questo nuovo anno? è difficile dirlo e certamente è meglio guardarsi dai tanti maghi e profeti di (s)ventura che oggi spesso e volentieri fanno capolino nelle nostre vite soprattutto attraverso i vari mezzi di comunicazione (tv, giornali, social network). Una cosa però è sicura: sarà l’anno dei giovani. Infatti, nell’ottobre prossimo si svolgerà il Sinodo dei Vescovi e grazie alla sensibilità di Papa Francesco questa assemblea metterà a tema proprio il vissuto dei giovani, di tutti i giovani.

Non si tratterà certo di un fulmine a ciel sereno, ma del frutto di un cammino già iniziato nel gennaio 2017 con la Lettera di papa Francesco e il Documento preparatorio. Il tema, “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, è certamente accattivante. Dall’avvio del cammino è passato un anno, durante il quale tutte le Chiese locali, i movimenti, le associazioni e i singoli giovani hanno avuto modo di dire la propria attraverso un questionario disponibile anche online. Le domande hanno avuto modo di far confrontare i giovani su come vedono il mondo e su come vedono loro stessi nei confronti del mondo. Già a partire dal coinvolgimento nel questionario, è evidente la volontà di mettere i giovani al centro delle decisioni della Chiesa: non solo parlare di loro, ma soprattutto parlare con loro e far parlare loro. 

Il Documento preparatorio al Sinodo propone una breve analisi del contesto giovanile odierno, spesso pervaso di fluidità e precarietà. A questo contesto, in cui è difficile fare scelte di vita autentiche e durature, guarda la Chiesa, non con diffidenza, ma essendo consapevole di proporre il dono per eccellenza, quello della fede in Gesù, fonte di ogni vita buona e riuscita. I giovani vanno accompagnati a riconoscere ciò che si prova per interpretarlo, in modo da fare delle scelte evangeliche per il proprio bene e per quello di coloro che stanno loro accanto. Sempre più l’azione pastorale della Chiesa dovrebbe centrarsi su quei luoghi in cui vivono i giovani, su quegli strumenti a loro familiari, nella consapevolezza che i giovani non sono oggetto della pastorale ecclesiale, ma ne sono soggetto protagonista. In questi mesi continuerà il tempo dell’ascolto reciproco fra giovani e comunità ecclesiali in attesa della pubblicazione (a maggio) dell’Instrumentum Laboris, documento che aiuterà i vescovi nella discussione sinodale. 

Intanto, nella prossima estate i giovani italiani “anticiperanno” l’esperienza sinodale incontrando papa Francesco a Roma l’11 e il 12 agosto. I giovani arriveranno a Roma dopo aver percorso, nei giorni precedenti, un cammino, toccando luoghi significativi della pietà popolare, santuari legati ai santi delle varie regioni d’Italia, centri di carità. Tutta l’Italia si metterà in cammino per poi giungere a Roma e ascoltare la parola di papa Francesco in una suggestiva veglia serale e nella messa domenicale mattutina. 

Ci sarà anche un’icona a far luce sul Sinodo: Giovanni, l’apostolo. Nella lettura tradizionale del quarto Vangelo egli è sia la figura esemplare del giovane che sceglie di seguire Gesù, sia «il discepolo che Gesù amava».  Come leggiamo nel Documento preparatorio, «la figura di Giovanni ci può aiutare a cogliere l’esperienza vocazionale come un processo progressivo di discernimento interiore e di maturazione della fede, che conduce a scoprire la gioia dell’amore e la vita in pienezza nel dono di sé e nella partecipazione all’annuncio della Buona Notizia». A Giovanni, il discepolo amato, e a Maria, che insieme a lui rimase ai piedi della croce, affidiamo i passi di tutti i giovani in questo anno, con la speranza che segni l’inizio di un cambiamento. C’è bisogno di giovani forti, coraggiosi e sognatori che prendano in mano le redini del mondo e della Chiesa e spandano ovunque il profumo del vangelo. 

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