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di Carlo Lapucci

Mentre la stagione volge al caldo molte delle insalate di campo volgono al seme, lasciano la forma giovane di piante da poco spuntate per irrobustirsi e mettere gli steli sui quali nascono i fiori: diventano dure, spesso mutano sapore e non sono più buone per la tavola. I campi offrono ancora insalate di campo buone come la barba di becco, la betonica (lessa per fare frittate), asparagi selvatici, la crepide (insalata che si trova tutto l’anno e si può anche lessare), polloni di luppolo e di vitalbe. Se la stagione è propizia anche funghi, rari ma buoni.
Le piante sono nello stato di maggior vigore preparandosi ai fiori ed esprimono al massimo le loro virtù che si traducono in sapore, ma anche in qualità curative, alcune medicinali come la camomilla (Matricaria chamomilla), pianta annua, verde con piccoli capolini. È erba comunissima nei campi, luoghi erbosi, abbondante lungo le strade campestri e le siepi. Se ne ottiene una bevanda gradevole, profumata e benefica, se non altro consolatrice. Viene usata infatti per calmare dolori, disturbi nevralgici: sciatica, mal di denti, trigemino, nervo sciatico, dolori reumatici, lombaggine, torcicollo e altro.

L’orto

In compenso a maggio trionfa l'orto che offre una notevole quantità di piante alimentari pronte per l'uso. L'orto vuol l'uomo morto, dice il proverbio alludendo alla fatica e alla cura continua che richiede, ma è anche vero che è stato l'orto a mantenere in vita in passato durante periodi difficili di miseria o di carestia tanti esseri umani che per mangiare si raccomandavano soltanto a quel pezzo di terra recintato che stava accanto alla casa, che anche nel cuore dell'inverno continua a dare qualcosa da mettere in tavola. Per questo molti proverbi benedicono l'orto: L'orto è la seconda madia del contadino. L'orto è la bottega di casa. Chi non ha orto e non ammazza porco tutto l'anno sta a muso storto. Chi ha buon orto, ha buon porco: chi ha l'orto ben curato è fornito di alimenti come se avesse un porco grasso da salare.
Questo è quanto si può trovare a maggio in un orto, sempre che ci sia posto e coltivato: fagiolini, patatine novelle, carciofi, asparagi, zucchini, spinaci, acetosella, fagioli in erba e sgranati, basilico, prezzemolo, cavolo, carote, fave, bietola, sedani, ravanelli, indivia riccia, piselli (primi), cornetti, fragole delle quattro stagioni, agli freschi, cipolline novelle, radicchio da taglio, lattuga nana, e anche qualcos'altro secondo la posizione del terreno.
Caratteristica delle piante coltivate è che, trovandosi a maggio già grandi, ma ancora al principio del loro ciclo, sono tenere e quindi ottime da mangiarsi in erba e da cucinarsi in vari modi.  Ad esempio, disponendo di foglie di salvia molto grandi, che in questo momento sono tenere, si può fare un piatto squisito come la salvia fritta, a ciuffi o a foglie. Si passa la salvia in un preparato d'acqua e farina (pastella) e si frigge in olio d'oliva. Con foglie grandi si può fare anche la salvia ripiena.
È il tempo dei minestroni, delle frittate, di grandi tegamate di verdure, di carciofi fritti, di minestre di pane, di panzanella (pane raffermo bagnato con cipolla e odori), mentre insieme alle ciliegie si cominciano ad assaggiare verso il Meridione le prime albicocche, le nespole.

Formaggio, legna e funghi

È il caso di pensare, come si faceva un tempo, a farsi una scorta di formaggio (se si ha il luogo adatto dove conservarlo) perché la straordinaria abbondanza delle erbe e il loro rigoglio (Di maggio gratissimo erbaggio) in questo periodo conferiscono al latte delle bestie un particolare sapore che ne comunica altrettanto al formaggio, che è squisito ed è detto maggengo. Poi comincia un po' ad impoverirsi. Dice il proverbio: Di maggio fornisciti di legna e di formaggio. Chi vuole la legna buona per il camino durante l'inverno deve pensarci ora perché è il momento che costa poco e ha tempo d'asciugarsi nei mesi a venire ed esser ben secca ai primi freddi. In questo periodo sono ottimi certi pesci: Tinca di maggio e luccio di settembre,  e anche le rane pescate ora sono particolarmente buone: Quando la spiga punge, la rana unge, ma per breve tempo perché presto cominciano a essere meno commestibili. Un tempo finiva ora la raccolta di chiocciole (a volte necessaria poiché devastano gli orti): Di maggio lascia la chiocciola al suo viaggio. Avvicinandosi il periodo della riproduzione le chiocciole sono sconsigliate come alimento.
Fra maggio e giugno nasce un buon fungo. Se piove e fa caldo in questo periodo è il clima ideale per far venire i funghi, in quantità limitata, ma di sapore eccezionale. L'acqua è benefica e per tutti. per l'orto, per i raccolti, per la frutta, per il grano e per le donne: L'acqua di maggio fa belle le donne. Poco adatta per i contadini: L'acqua di maggio inganna il villano: par che non piova e si bagna il gabbano.

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