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La salita al cielo di Benedetto Pietrogrande 

Caro don Mario,

a nome mio e di tutta la mia famiglia vorrei ringraziarla per il suo messaggio e per il prezioso dono del "Suffragio perpetuo".

Ho avuto il privilegio di collaborare con mio padre in diverse imprese artistiche e di assisterlo nella malattia. Ho vissuto l'esperienza, forte ma sublime, di accompagnarlo nelle ultime ore insieme alle mie sorelle, mano nella mano, capendo l'importanza del "transito"...

Se ne è andato con la stessa dolcezza che ha contraddistinto la sua vita e che lo ha reso caro a moltissime persone. Al funerale nella chiesa di San Marco, la stessa dove i miei genitori si erano sposati quasi 60 anni fa, c'era una folla di estimatori della sua arte ma soprattutto di amici sinceri. Se penso a mio padre serenità e gratitudine superano di gran lunga la malinconia per la sua assenza. Ecco le parole con cui lo ha salutato una delle nipoti:

«...non ci hai lasciati fino al momento in cui non eravamo in grado di accettare la tua partenza. Sei stato altruista anche in questo, ci hai accompagnati fino alla fine.

La vita ti ha donato un grande talento, una intelligenza straordinaria ed una bontà d'animo da santo e Dio non può che averti accolto in Paradiso. Chi ti conosce lo sa».

Lorenzo Pietrogrande  

Altrettanto caro Lorenzo e stimati familiari, nel numero precedente della rivista, abbiamo ricordato il passaggio alla vita eterna di Benedetto Pietrogrande, il vostro familiare e il “nostro” artista, che ha decorato con la sua opera il portale della nostra Basilica, dedicata al Transito di san Giuseppe.

Non solo a voi familiari ha lasciato in eredità il patrimonio della sua fede; ma anche a noi, come pure in molte nazioni dove ha lasciato il riflesso della sua fede, immortalata nella sua opera artistica.

Le assicuriamo di coltivare il suo stimato ricordo anche di stare accanto, lui a noi e noi a lui, con la nostra preghiera.

 


Il bene di una casa 

Rev.do don Mario,

da molti anni sono abbonata alla Sua rivista, che ho conosciuto grazie alla mia cara mamma, che ne era una fedele lettrice. 

Leggo tanto volentieri e conservo beneficio della lettura dei suoi editoriali, spesso conservo alcuni articoli da cui ricavo tanti insegnamenti spirituali e approfondimenti su San Giuseppe! […]

Sento il desiderio di scriverle per confidarle un'altra grazia appena ricevuta da san Giuseppe. Ho affidato a Lui la ricerca della casa che, da due/tre anni, stava appesantendo la vita di mio figlio e sua moglie. Vivono all'estero, cercavano un appartamento più grande in zona, ricerca difficile per molte ragioni. Ho messo sotto la protezione del manto di San Giuseppe questa "ricerca" e Gliela ho ricordata ogni giorno. Durante la Novena ho naturalmente pregato di più proprio per questa grazia; il 19 marzo ho avuto la gioia di partecipare alla santa Messa nel Santuario Arcivescovile di san Giuseppe qui a Milano in via Verdi - di cui ho scoperto l'esistenza grazie ad un servizio pubblicato sulla Santa Crociata! - e mentre tornavo a casa, è arrivato il messaggio di mio figlio che i proprietari avevano accettato la sua offerta e potevano procedere con l'acquisto! Il tutto con una tempistica incredibile, visto che a settembre nascerà la seconda bambina e c'è quindi proprio bisogno di più spazio!

Grazie ancora a Lei e ai suoi collaboratori per tutto il bene che fate e a tutti i migliori auguri di una Buona Santa Pasqua!

Lettera firmata, Milano

Cara e stimata Signora,

rispetto il suo desiderio di anonimato, senti il desiderio di ringraziare con lei Colui che dal Creatore stesso ha avuto in custodia il suo figlio, l’Emmanuele, perché provvedesse a tutte le sue esigenze educative e materiali.

La casa è un bene prezioso, è lo spazio come una palestra per allenarci quotidianamente a vivere con dignità la nostra vita intessendo una rete luminosa di benessere fisico e spirituale.

I genitori sono sempre proiettati nel futuro sognando e pregando per i loro figlioli che sappiano trovare la sorgente del ben operare e così vivere e godere delle beatitudini evangeliche.

 

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