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di Rainer Maria Rilke

Non perché l'angelo entrò lei provò timore. 

Come pochi altri, quando un raggio di sole o della luna, nella notte, nella loro stanza compie la sua opera, sobbalzano -, così è accaduto a lei per la figura dell’angelo, che si presentò: non pensava quanto fosse così difficile anche per l’angelo presentarsi senza intimorire. 

Non perché entrò, ma perché vicino, l'angelo curvò verso di lei un viso di giovinetto; perché lo sguardo di lui e il suo che in su rispose s'incrociarono come se tutto fosse vuoto intorno a loro, e ciò che milioni d'altri sguardi hanno cercato, raggiunto, sopportato in loro fosse penetrato: solo lei e lui; guardare e guardato, occhio e gioia dell'occhio in nessun altro luogo se non qui -; vedi, questo dà timore. Ed entrambi provarono timore.

Allora l'angelo cantò la propria melodia.

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