Click to listen highlighted text! Powered By GSpeech

di Stefania Colafranceschi

Lo sguardo di san Giuseppe è diretto al Bambino Gesù, a cui porge un vassoio di cristallo contenente mele, pere, ciliegie, frutta di carattere simbologico, disposta a sfumatura di colore dal giallo tenue al rosato, al rosso carico, per suggerire il percorso verso la Passione, trovandosi i frutti vermigli più distanti dal Figlio.

Una piccola pera, simbolo insieme alla mela del peccato originale e quindi del suo riscatto del mondo, è il dono che unisce in un gesto significativo, la mano di Maria offerente e del Bambino. Il gesto sta anche a sottolineare che il progetto della redenzione si attua attraverso l’intercessione di Maria, manifestatasi alle nozze di Cana.

Una linea ideale attraversa in diagonale il dipinto, a partire dal volto di san Giuseppe, in assorta contemplazione: percorre la gestualità del dono tra Madre e Figlio, e si prolunga nell’accentuata piega della veste azzurra della Madonna. Le altre pieghe del manto descrivono luminescenze radiali attorno al corpo di Gesù, il cui sorriso composto è l’unica nota di vivacità, tra gli sguardi di Maria, san Giuseppe e sant’Anna, connotati di mestizia.

Il Bambino è rappresentato verticalmente, richiamando il Crocifisso: è inscritto in uno spazio triangolare, una piramide rovesciata, delimitata dal gesto di Maria a sinistra e il volto di sant’Anna a destra. In tal modo il pittore El Greco esplicita il progetto divino, ponendo il Bambino Gesù al centro di una articolata scena familiare, secondo un genere invalso col nome di Sacra Famiglia allargata, di cui abbiamo esempio in un’incisione della Biblioteca Casanatense di Roma, opera del grande incisore rinascimentale Luca di Leyda (1494-1533), dove è proprio san Giuseppe, al centro, a donare il frutto paradisiaco al Bambino Gesù. 

Click to listen highlighted text! Powered By GSpeech