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Dire grazie è nobiltà d’animo 

Reverendo padre Carrera, 

con l’offerta inviata per una borsa di studio intestata ai mie genitori, ho inteso ringraziare san Giuseppe per i tanti aiuti e per il bene che ho ricevuto in tanti anni: di essermi laureata  e di aver festeggiato in salute il mio undicesimo anno di pensionamento. […] Volendo fare un bilancio della mia vita posso affermare che si è svolta sempre sotto lo sguardo premuroso e vigile di san Giuseppe. Ho spesso pregato e prego san Giuseppe perché mi aiuti sempre nelle mie scelte. Lo ringrazio per essere diventata nonna della mia nipotina Aurora, che ho affidato alla sua paterna protezione, perché cresca buona e sana in una famiglia dove regnino sempre l’amore  e la pace.

La ringrazio per l’attenzione alla mia lettera e saluto con grande stima lei e tutti i suoi collaboratori. 

Grazie anche per i sempre graditi auguri per il mio onomastico.

B.A.G.T. - Voghera

Cara e stimata “nonna”,

rispetto il suo desiderio di obbedire a Gesù nel «non far sapere alla mano destra  quello che fa la sinistra», ma lodo il senso di gratitudine che traspare come profumo dalle sue parole e la fiduciosa consapevolezza di essere sotto la calda protezione di san Giuseppe che non sempre cancella il gelo delle nostre preoccupazioni, ma ci dona sempre il calore per stemperare il freddo e il coraggio nell’affrontare le difficoltà immancabili nel nostro pellegrinare nei giorni della vita. 

Cara “Nonna”, la condivisione dei suoi nobili sentimenti di fede e di carità hanno dato gioia a me  e ai miei collaboratori e le assicuriamo di pregare per lei in modo che san Giuseppe conservi i suoi sentimenti sempre  limpidi e trasparenti.


Mantenere il legame con le nostre radici 

Egregio direttore,

la ringrazio per gli auguri del mio onomastico. Invio un mio contributo in favore di persone in difficoltà, certo che lei saprà destinare secondo le necessità dell’Opera. Affido alla sua comunità una preghiera per la mia famiglia, affinché non manchi mai la presenza di Dio nella nostra vita, capace di diffondersi su quanti incontriamo ogni giorno. Che san Giuseppe, esempio ammirevole di uomo giusto, ricco di fiducia in Dio, affettuoso compagno di Maria e amorevole padre di Gesù, continui ad essere modello per lei  e per ogni suo collaboratore nell’Opera che lei sostiene.

Cordiali saluti.

Luigi Colantuoni, Tokyo – Giappone

Caro amico e stimato fratello nella fede,

è con particolare piacere che rispondo alla sua gentile lettera, proveniente  da un continente tanto lontano dove il cristianesimo non è molto diffuso e lei e la sua famiglia siete i messaggeri inviati sulle frontiere del mondo a testimoniare l’amore di Dio per le persone.  La nostra rivista arriva  in ben cinquantotto nazioni compresa la Cina e Twain.

Pensando a questa rete mondiale e alla lontananza fisica di tante nazioni, il nostro impegno per la rivista  è grande per non sentirvi lontani, ma vicini, e partecipare alle vostre vicende con la nostra preghiera che non conosce frontiere.

Pensando a lei,  caro Luigi, e agli iscritti in nazioni lontane, desidero assicurare a tutti un solidale abbraccio quotidiano.


Monumenti di fede da ricordare e da imitare

Carissimo padre Carrera, 

nello scorso luglio,  dopo sei anni di malattia, la nostra cara mamma, Nelda Fagioli Brillo, ci ha lasciati per tornare alla casa del nostro vero Padre. Aveva 96 anni e non riconosceva più nessuno da molto tempo, con nostro grande dolore (siamo 4 figli).

La nostra mamma, fin da piccola, è stata sempre devota di san Giuseppe, che pregava anche quando faceva i lavori di casa e durante le malattie di noi figli: malattie sempre molto gravi. La mamma era molto contenta di ricevere il mensile La Santa Crociata che leggeva con tanto interesse. Se pur malata recitava molto spesso il santo rosario, alla santa Famiglia. Gradirei che questa testimonianza venisse pubblicata per onorare san Giuseppe per la cui intercessione la mamma e noi abbiamo ricevuto tante grazie. Vi saluto con tanto affetto. Grazie di tutto.

Marcella Brillo Baldelli, 

Passignano sul Trasimeno (Perugia)

Cara Marcella,

grazie della bella testimonianza di  mamma Nelda, che non solo ha donato a voi la vita, ma l’ha coltivata con tanto amore e passione da lasciare nel vostro cuore, nonostante i tanti anni, tanta nostalgia della sua presenza. Nelda non è distante dai suoi figli, ma la sua bontà si congiunge con il vento dell’amore di Dio che soffia nella vele della vita che ci spinge verso esperienze nuove, cariche di grazia e di consolazione.

I nostri genitori ci lasciano un patrimonio di saggezza e di esperienza per affrontare la vita con dignità e fede. Vi auguro che dal cielo mamma Nelda soffi sulla cenere dei ricordi e vivacizzi la vostra generosità e ravvivi sempre la speranza, energia di vita. 

Dio vi benedica e vi conservi uniti.

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