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Il cardinale Elio Sgreccia, notissimo bioeticista stimato a livello mondiale, si è spento il 5 giugno scorso a Roma. Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, autore di numerosi libri e studi diffusi e tradotti in tutto il mondo, era nato nel 1928 a Nidastore di Arcevia, Ancona. Il giorno dopo quello della sua scomparsa, il 6 giugno, avrebbe compiuto 91 anni. 

Appena giunta la notizia, Papa Francesco ha voluto ricordarlo con un telegramma in cui tra l’altro sottolinea la "capillare azione di studio, di formazione e di evangelizzazione" in difesa della vita da lui svolta. Nei ricordi apparsi sugli organi di stampa cattolici, si sottolinea che la sua è stata “una vita dedicata a difendere la sacralità della vita umana dal suo primo istante alla fine naturale. Ultimo di sei figli, il cardinale aveva frequentato il seminario a Fano diventando sacerdote il 29 giugno 1952. Dopo vari incarichi diocesani e di docente nei seminari, quando nel 1973 la Facoltà di medicina e chirurgia della sede romana dell'Università cattolica del Sacro Cuore decide di potenziare il servizio pastorale viene scelto per quell'incarico. Dal 1985 diviene direttore del Centro di Bioetica e dall’aprile 1992 direttore dell’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica. Molteplici le sue collaborazioni con organismi e istituzioni a livello europeo, tra cui  il Comitato etico del Consiglio d’Europa e il Comitato Nazionale Italiano per la Bioetica.

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