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I disabili non devono essere considerati l’ultimo anello della società, ma devono essere valorizzati e sostenuti in modo che, per quanto loro sia possibile, possono partecipare alla vita della società: se ne è parlato a Cesena Il 3 dicembre in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità che la comunità papà Giovanni XXIII organizza in diverse città italiane. Cronaca di Valentina Mandarini. Ce ne parla Valentina Mandarini, dell'Istituto don Ghinelli dell'Opera don Guanella id Gatteo.

Io valgo… ma chi è che mi dà valore? Il mio valore non dipende dagli altri. Io valgo per il semplice fatto di esistere e, in base alle possibilità che la vita mi ha dato, provo dei sentimenti, nutro dei desideri, combatto le mie battaglie e risolvo i problemi. Il mio vivere è prezioso, è unico. Allora la domanda giusta è: chi è che riconosce il mio valore? Questa è proprio la difficoltà della società di oggi di vedere nella persona disabile una persona con il mio stesso valore essendo viva, amata e voluta. Oltre ad avere lo stesso valore può godere degli stessi diritti delle persone normodotate di fronte allo stato. Anzi la grandezza di uno stato si valuta maggiormente in relazione al suo impegno nell’assistenza ai più deboli e ai più bisognosi. I disabili, perciò, non devono essere considerati l’ultimo anello della società, ma devono essere valorizzati e sostenuti in modo che, per quanto loro sia possibile, possono partecipare alla vita della società. Come ci fa riflettere Giovanni Paolo II : “Soltanto se vengono riconosciuti i diritti dei più deboli una società può dire di essere fondata sul diritto e sulla giustizia: l’handicappato non è persona in modo diverso dagli altri, per cui riconoscendo e promovendo la sua dignità e i suoi diritti, noi riconosciamo e promoviamo la dignità e i diritti nostri e di ciascuno di noi.” (messaggio ai partecipanti al simposio internazionale su “dignità e diritti della persona con handicap mentale” 7-9 gennaio 2004). Il 3 dicembre è la giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità e la comunità papà Giovanni XXIII organizza in diverse città italiane la manifestazione “io valgo… “

A Cesena è il terzo anno che tutte le realtà sulla disabilità del territorio vengono chiamate in centro città per marciare nelle vie del centro e per testimoniare alla cittadinanza il valore e la bellezza della diversità. Con il titolo della manifestazione di quest’anno  ‘io valgo per l’intera società in cui vivo’ c’era la necessità di  sensibilizzare le istituzioni locali sul loro impegno per fa sì che  i diritti delle persone con disabilità vengano riconosciuti in ogni loro parte. Anche l’istituto Don Ghinelli ha partecipato a questa iniziativa con una trentina di ragazzi del centro diurno e del centro residenziale accompagnati da volontari, alcuni familiari e operatori. Tramite testimonianze, riflessioni e flash-mob, i ragazzi sono stati protagonisti di una mattinata iniziata al teatro Bonci, proseguita verso la cattedrale e terminata nella piazza del popolo con musica e convivialità. La camminata è stata organizzata in modo che toccasse tutte le realtà della società: istituzione religiosa, politica, culturale e istituzione scolastica con la partecipazione attiva di alcune classi degli istituti superiori di Cesena. Importante è stato il momento in piazza in cui alcuni ragazzi disabili hanno letto pensieri su che tipo di società vorrebbero lanciando i loro desideri verso il cielo con la speranza che siano ascoltati. Un piccolo inizio di apertura da parte d mondo politico si è notato con la presenza di un paio di assessori della giunta comunale e di un loro piccolo intervento sulla disabilità e l’impegno per una sempre maggior integrazione. La manifestazione è terminata nel luogo più importante della città, la piazza che come ci ricordava papa Francesco durante la sua visita pastorale a Cesena:  in questa piazza si “impasta” il bene comune di tutti, qui si lavora per il bene comune di tutti. Questa armonizzazione dei desideri propri con quelli della comunità fa il bene comune. 

Alla sera all’istituto c’è stata per il secondo anno la cena internazionale. A varie persone di culture diverse per nascita che sono vicine alla realtà guanelliana è stato chiesto di portare piatti tipici del loro paese. Questa è stata per l’istituto don Ghinelli il giusto finale per una giornata all’insegna dell’integrazione e il riconoscimento del valore della persona sia questa disabile o straniera. Ci auguriamo che in futuro giornate come questa possano aiutare sempre di più a far riflettere e a sensibilizzare tutta la società sul tema della diversità.                   

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