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di Carlo Lapucci

Mentre Maria e Giuseppe fuggivano cercando di raggiungere la terra d'Egitto, le guardie del re Erode li inseguivano guadagnando sempre più terreno, finché non furono in un vallone di rocce e macigni dove nessuna pianta poteva offrire un nascondiglio o un rifugio.

Maria, quando tutto pareva perduto e già si sentivano scalpitare vicini gli zoccoli dei cavalli, vide una piccola caverna che si aprivaa nel sasso.

«Entriamo qua dentro, ritarderemo almeno la fine», disse.

S'infilarono nella grotta, spingendo avanti il somaro, tenendo in braccio il Bambino e attesero.

Un ragno che era nel buco d'un sasso, subito si mise a tessere una grande tela, con la quale, in poco tempo chiuse l'ingresso della caverna.

Giunsero le guardie d'Erode e imprecando si dettero a frugare tra i massi, infuriati per la sparizione dei fuggiaschi.

«Dove sono?», dicevano.

«Eppure erano qui proprio ora».

«Non saranno mica entrati sotto terra?».

«Per la strada non si vedono più».

«Ecco, sono entrati in questa caverna»…

«Qua, no davvero: non vedi che ci sono le ragnatele?».

«Non perdiamo tempo... Corriamo avanti».

Così le guardie continuarono la loro corsa e la Sacra Famigliafu salva.

«Chi avrebbe detto che una tela di ragno sarebbe stata così

forte da impedire ai soldati d’entrare?», disse Giuseppe, riprendendo la strada, e prima di 

ripartire, benedisse il ragno, dicendo: «Per la tua pietà, sarai benvenuto nelle case dove porterai la fortuna e gli uomini ti risparmieranno».

Infatti da allora il ragno in casa non si uccide, anche se si toglie la ragnatela. 

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