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Quando il Signore ebbe creato gli animali, li guardò e disse: «Siete proprio belli: corna, code, baffi, pelo, zoccoli, zanne... Ma che mi è mai venuto in mente di fare questo serraglio? Ormai è fatta... Domanderò a ognuno la dote che vuole avere, così, almeno di quella non si dovrà lamentare. Cominciamo da questa lumaca: tu cosa vuoi?».

«Voglio una casa comoda da portarmi sempre dietro». «Prenditi la casa», disse il Signore e le fece nascere il guscio sopra la gobba.

«Passiamo ora al cavallo: cosa chiedi?».

«La velocità, Signore, perché mi piace correre».

«Ti leverai la voglia», disse Iddio, e gli dette la velocità.

«Sentiamo ora cosa vuole il leone...».

«La forza».

«E forza sia, vai per il mondo con la forza. Ora tocca alla volpe».

«Io, dato che non c'è più la forza, né la velocità, vorrei la sfacciataggine, perché mi sembra una bella dote».

Ma mentre il Signore cercava la sfacciataggine nella cesta delle virtù, passò al volo la mosca e se la prese e non ci fu modo di fargliela restituire.

«E bene che la sfacciataggine l'abbia un animale piccino, chiedimi, volpe, un'altra dote».

«Datemi allora l'intelligenza...».

«Mi dispiace, quella l'ha già avuta l'uomo».

«La saggezza...».

Ma come si volsero il gufo già volava via portandosela nel becco.

«Anche quella è andata», disse il Signore.

«Datemi allora l'astuzia, ma ne voglio tanta».

Allora il Signore dette alla volpe doppia razione d'astuzia.


La vicenda procede con la cena all’Osteria del Gambero Rosso. è fantastico che il posto dove Pinocchio architetta l’impresa con il Gatto e la Volpe si chiami così. Il gambero infatti, come tutti sanno, cammina all’indietro: sembra che vada avanti e invece torna indietro. E all’Osteria del Gambero Rosso le cose vanno proprio a rovescio, succede il contrario di quel che viene detto.


gennaio: nel campo

«Gennaio polverato empie il granaio»

I lavori di questo mese sono ridotti a causa del tempo atmosferico e dello stato vegetativo di riposo della natura. Possiamo approfittare per riordinare i magazzini, pulire e sistemare le attrezzature, organizzare le future semine e piantagioni.

Frutteto. Iniziare la potatura di melo, pero e actinidia, sempre con luna calante; è possibile impiantare nuove drupacee. Si raccolgono gli agrumi ed, eventualmente, si trattano attacchi fungini con ossicloruro di rame. 

Vigneto e cantina. All’aperto inizia la potatura, mentre in cantina è necessario controllare il livello delle vasche e pulire i vasi vinari.

Orto. Pulire il terreno e preparare i cassoni per la semina in semenzaio: si può partire con basilico, bietola, cavolo cappuccio estivo, lattuga, cipolla, porro, scarola, sedano e zucchino. Si raccolgono ancora cavoli di molte varietà.

Giardino. Si rincalzano bulbi e rizomi; si preparano talee di rosa. Contro le malattie crittogamiche irrorate le piante con della poltiglia bordolese (solfato di rame più idrossido di calcio). In caso di siccità bagnate solo nelle ore più calde di giorno. 

Usi e cibi tradizionali

Pollaio - Le galline ricominciano a fare le uova, ma quelle gallate (ossia fecondate) devono essere conservate per porle sotto le chiocce.

Bevanda invernale - In occasione di una nevicata ai ragazzi piaceva bere una bevanda originale, in quanto poco indicata per il clima invernale. Le mamme preparavano con la merenda un bicchiere di neve con un po’ di vino e zucchero. Sciogliendola con un cucchiaino diventava per quei tempi uno sciroppo prelibato. 

Noci, fichi secchi, arance, mandarini nelle calze della Befana.

Gallina lessa per il pranzo dell’Epifania (è quella che non tornava a fare le uova quando a gennaio le pollastre ricominciano a deporle).

Befanini: biscotti fatti a cuore (befanotti) o a stella (befane).

Uva secca, uva passa (zibibbo) e frutta secca che si consumava nelle veglie.

Ditali di farina dolce. Patate cotte sotto la cenere. Fagioli nel fiasco.

(Carlo Lapucci)


Il Cavolo nero in inverno uno scudo contro l’influenza

Recenti ricerche confermano che il cavolo nero è utile nella prevenzione di numerose forme tumorali (cancro al colon, al retto, allo stomaco, alla prostata e alla vescica), e risulta efficace per coadiuvare la cura dell’ulcera gastrica, delle coliti ulcerose e anche delle forme influenzali. A tale scopo, la soluzione più semplice è quella di aggiungere un paio di foglie di cavolo nero alle minestre. L’ideale sarebbe lessarlo 10 minuti al vapore, poi frullarlo e unirlo alla zuppa, alle minestre a fine cottura; così non disperde le virtù curative.

Un consiglio: durante l’inverno si può utilizzare anche come “pesto” al cavolo nero. 

Preparare le foglie del cavolo nero, togliendo la costa centrale mettere tutti gli ingredienti: cavolo nero 400 gr 50 gr di noci, 20 gr di pinoli, uno spicchio d’aglio; 5 cucchiaini di olio d’ulivo, un pizzichino di sale. Mettere il tutto nel frullatore sino ad ottenere un composto morbido e denso. 

Se risultasse troppo denso aggiungere 1 o 2 cucchiaini di acqua. Ideale per condire un piatto di pasta o di riso cotto con acqua.

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