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Spunti per l’ora santa di marzo

di Ottavio De Bertolis

In questo tempo di Quaresima l’Ora Santa è più che mai indicata per entrare nel mistero della Passione del Signore: vi ricordo che si tratta di un’ora continua di preghiera che si fa il giovedì sera, accogliendo l’invito del Signore di vegliare e pregare, con l’intenzione di offrire al Signore amore e riparazione per i peccati propri e delle anime consacrate.

In questo tempo che stiamo vivendo, mi permetterei di suggerire anche che le nostre Ore Sante siano offerte anche per le vittime di ingiustizia e di terrorismo, per impetrare da Cristo il bene supremo della pace e della riconciliazione in quella specie di “terza guerra mondiale”, come la ha chiamata il Papa, che stiamo vivendo. Il sangue di Cristo che vediamo scorrere a terra in Getsemani ci ricorda il sangue dei martiri che vengono uccisi per il solo fatto di essere cristiani, e in molti luoghi del mondo i cristiani sono perseguitati fino alla morte a cause del nome di Cristo.

Lo schema di questa preghiera è molto semplice, e ve lo ripropongo, ricordandovi che si può fare ovunque, in casa come in chiesa, da soli o in comunità. Di per sé, si richiede solo un’ora ininterrotta di preghiera, e questo spazio può essere “riempito” in qualunque modo, purchè adatto a meditare o contemplare la Passione del Signore. Possiamo entrare nella preghiera ripercorrendo la storia: qui sarà come Cristo nostro Signore entrò in Getsemani con alcuni suoi discepoli, chiese loro di vegliare e pregare, si allontanò per pregare e imparò l’obbedienza al Padre dalle cose che patì. Potrà essere molto utile prendere un Vangelo e leggere, in tutto o in parte, l’episodio dell’agonia. Quindi chiederò una grazia: qui sarà conoscere intimamente l’amore del Cuore di Cristo per poterlo riamare come merita, vegliando e pregando come Lui mi chiede ora. Poi considero quello che le persone presenti nella scena fanno: Cristo Signore, gli Apostoli, l’angelo che conforta il Salvatore; che cosa dicono; proverò a soffermarmi nei dettagli, anche ripentendo, ad esempio, le parole, o osservando la scena, come se fossi lì presente. Rimarrò a lungo in questa devota contemplazione e profondo ascolto, e mi raffiguro lì presente, come di fatto lo sono, perché per la potenza dello Spirito Santo la preghiera mi porta proprio lì. Che cosa sento di chiedere, che cosa debbo fare, quali parole mi sento rivolgere? Considero come Gesù si umilia, accettando di essere rifiutato e dimenticato da noi, come si nasconde nell’umiltà, contrapponendo la sua mitezza alla mia presunzione, la sua carità alla mia ingratitudine, eccetera. Poi mi fermerò in preghiera, per un lungo tempo, parlando a Lui con molta familiarità e molto affetto interiore; mi lascerò sostenere dalla sua preghiera, gli esporrò quel che sento, sempre rimanendo in devota contemplazione. Posso anche stare in silenzio, ovvero ripetere, quasi come una litania, parole brevi, molto semplici, che mi sgorgano dal cuore. Infine terminerò con un Padre nostro, oppure con la preghiera “Anima di Cristo” oppure con le Litanie del Sacro Cuore.

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